Riceviamo e pubblichiamo – Da molti mesi, questa organizzazione sindacale Fials, unitamente alla Cgil, Cisl, Uil e Ugl, in nome e per conto dei dipendenti Idi, è in forte contrapposizione con i vertici aziendali per le inquietanti criticità che hanno investito le strutture Idi Irccs di Roma, Capranica, Pomezia, Saronno e Vibo Valentia e che, da diversi mesi, determinano la sospensione degli stipendi agli operatori, nonostante vengano assicurate le prestazioni previste dai protocolli degli accreditamenti.
Il piano industriale elaborato il 28 dicembre 2012 dal capo progetto della Luiss Bs, per certi versi, assomiglia un po’ ai saldi di fine stagione, soprattutto nel particolare che, per stabilire il fabbisogno di personale, si utilizza il cosiddetto full time equivalent (FTE), un cervellotico sistema capace di prevedere una unità di personale teorica che, matematicamente, esclude un operatore fisico a vantaggio di due unità assunte a part-time verticale del 50% ciascuno.
Ribadiamo il nostro giudizio assolutamente contrario ad ogni sorta di pianificazione organizzativa tesa alla contrazione della forza lavoro, soprattutto quella sanitaria, da sempre principale risorsa produttiva che è stata capace di fronteggiare un’enorme richiesta assistenziale, come nel caso dell’istituto Villa Paola di Capranica, ritenuto, al pari di altre poche strutture, fiore all’occhiello della sanità di Viterbo e provincia.
Il piano industriale che redige un primo rapporto sull’analisi e la riproggettazione organizzativa del gruppo Idi, con l’intento di creare un presidio ospedaliero integrato organizzativo su tre sedi e, cioè, la sede Idi di Roma, Idi Villa Paola e San Carlo di Nancy, di fatto programma un accorpamento ed una ridistribuzione delle unità operative sanitarie che, inevitabilmente, limiterà l’attuale organico di personale e, quindi, il livello assistenziale e, più in generale, la qualità dei servizi.
Nulla si dice sulle vere cause che hanno portato al collasso del gruppo Idi che, al di là delle inadempienze della Regione Lazio, sono da ricercarsi in una gestione a dir poco allegra, un management da corto circuito economico-amministrativo che, oggi, l’Idi sanità cerca di rovesciare maggiormente sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, coinvolte in una crescente sensazione di disperazione e sfiducia nel futuro.
Pertanto, invitiamo il capo progetto della Luiss a considerare, nelle sue relazioni, anche questo ultimo aspetto che, di certo, non fa onore alla congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione, perché la questione professionale e umana dei dipendenti non è secondaria a nessun progetto di economicità e razionalità.
Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials
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