Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ci sono purtroppo, momenti nella vita, non semplici da affrontare ed uno di questi è sicuramente, quando ci si trova costretti a ricorrere ad una struttura sanitaria, per motivi di salute.
Viterbo – Il pronto soccorso di Belcolle
Attese infinite, carenza di informazioni e come se non bastasse, l’immancabile vagare tra interminabili corridoi, alla disperata ricerca del giusto percorso o di un operatore che ci venga in aiuto, quando invece la nostra attenzione e preoccupazione comprensibilmente, dovrebbe essere concentrata altrove.
Dopo più di vent’anni a girare per ospedali, questa era sempre stata la nostra esperienza, non molto dissimile peraltro, da quella di molti amici e parenti. Tuttavia poche mattine fa, mia moglie ed io ci siamo trovati davanti ad una realtà completamente differente, nuova, sicuramente inaspettata.
Ci trovavamo infatti, presso il pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per un nostro congiunto, rassegnati alla solita interminabile attesa, che però si è ben presto trasformata nella piacevole sorpresa di trovarsi supportati e assistiti da un vero e proprio servizio informazioni ed accoglienza, garantito con continuità da tre operatori completamente dedicati: uno addetto alla vigilanza e alla sicurezza, uno responsabile degli ingressi e del rispetto delle norme covid e una infermiera.
Quest’ultima, con professionalità e gentilezza, puntualmente ci informava, altresì aggiornandoci (volendo anche telefonicamente) sul nostro familiare, essendo in grado oltretutto, nonostante la nostra difficile situazione emotiva, di rassicurarci e di tranquillizzarci rendendo in pratica, più sereno e sicuramente più breve il nostro attendere, in una sintesi di forma e contenuto, che ci ha positivamente sorpreso.
Inoltre, non essendo ammesse visite ai pazienti, quando necessario, coadiuvata dagli altri due operatori anch’essi molto professionali, disponibili e cortesi, svolgeva anche funzione di collegamento, di raccordo, tra noi, la struttura sanitaria ed il nostro caro.
Nel corso dell’attesa, fuori dal pronto soccorso, abbiamo potuto comprendere meglio alcune delle altre funzioni del succitato servizio: chi ad esempio richiedeva un chiarimento in termini più semplici dopo colloquio con il medico, oppure chi tornava perché aveva bisogno di maggiori spiegazioni dopo la dimissione, chi invece aveva necessità di essere indirizzato presso il giusto percorso ( ambulatori, reparti etc ), come chi invece doveva comunicare dati clinici del proprio parente indispensabili ai medici interni, oppure ancora chi ha avuto bisogno di un sostegno morale, soprattutto nei casi di maggiore inquietudine o irritazione.
Il personale presente, gestiva anche tali circostanze, nonché i numerosi accessi, con ordine e tranquillità, in una percepibile atmosfera di piena collaborazione e coordinazione.
Ringraziamo pertanto la Asl di Viterbo per il nuovo servizio attivato, mai fino ad ora da noi riscontrato neanche presso gli ospedali della capitale, che ci auguriamo possa diffondersi anche presso altre realtà ospedaliere, sia per migliorare la qualità e l’efficacia del rapporto degli utenti con la struttura sanitaria, sia per ridurre il verificarsi di assembramenti potenzialmente pericolosi, quanto spesso affatto necessari.
Alessandro Falesiedi
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