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Viterbo - Domani 10 febbraio alle 16,30 alla chiesa di San Tommaso in via del Ginnasio - Il ricavato verrà devoluto all'associazione Maria Madre della Vita

Le opere del maestro Sorgini all’asta

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Sorgini, Marini e Russo

Sorgini, Marini e Russo

Marini, Sorgini, Russo e Pacini

Marini, Sorgini, Russo e Pacini

– Donna, Arte, Musica e Poesia, importante e atteso appuntamento quello in programma per domani 10 febbraio alle 16,30 all’interno della chiesa di San Tommaso, in via del Ginnasio.

È arrivato infatti il momento dell’asta di beneficenza, possibile grazie alla generosità del maestro Sergio Sorgini che ha deciso di mettere a disposizione numerose sue opere, alcune delle quali realizzate appositamente per l’occasione. Il ricavato verrà devoluto all’associazione Maria Madre della Vita onlus.

L’iniziativa di domani rientra tra gli appuntamenti della manifestazione promossa dal Comune di Viterbo con l’assessore Maria Antonietta Russo, la cui direzione artistica e organizzativa è curata dall’associazione Tusciae20. Ma rientra anche tra le iniziative collaterali alla mostra antologica del maestro scultore Sorgini, “Elogio alla donna. Dal Chiostro del Bramante di Roma alla Loggia di San Tommaso di Viterbo”, allestita fino al 16 febbraio all’interno della Loggia e della chiesa di San Tommaso.

Il maestro Sergio Sorgini esordì come cartellonista cinematografico nel 1960 per la Paramount e Universal. “Il tema predominante del mio lavoro, che quasi mai si distacca dall’osservazione attenta della realtà che mi circonda – ha spiegato Sorgini – punta a riassumere e a rispondere alla drammaticità di talune condizioni “dell’umano essere” che ci coinvolgono.

In particolar modo alla ferocia degli uomini, a quella follia malvagia che da sempre si consuma, a quella efferatezza che sembra non intravedere fine, alla cattiveria senza senso che da sempre viene perpetrata e che trova estrema drammaticità proprio nel non senso e nella assoluta mancanza di pietas, nell’accezione più stretta del termine. Ed ecco allora che le mie sculture ci presentano esseri lacerati, smembrati, feriti, violentati nelle forme da questa società nella quale vivo”.


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9 febbraio, 2013

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