Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La violenza sugli animali è in crescita, e denunciare non basta: ci vogliono leggi serie.
Riforme e prevenzione nelle scuole il primo passo da compiere.
I numeri del maltrattamento contro gli animali fotografano bene lo stato della situazione: nel 2018 in Italia ogni 55 minuti è stato aperto un fascicolo giudiziario per reati a danni di animali. Totale: 26 fascicoli al giorno con 16 indagati al giorno, uno ogni 90 minuti. Numeri di gran lunga superiori a quelli degli ultimi anni. Numeri spaventosi, di cui dovremmo vergognarci.
Eppure, le normative ci sono. La legge n.189 del 2004 disciplina il maltrattamento e l’uccisione degli animali, reati che prevedono multa o carcere ai sensi del Codice Penale. Dopo 17 anni però, un aggiornamento si rende forse necessario. Bisogna inasprire le pene per i maltrattamenti. Inoltre non è possibile lasciare la possibilità ai condannati per maltrattamenti di tenere altri animali. È necesssario un divieto. La recidiva, che significherebbe far soffrire altri animali, sarebbe deleteria.
Solo il 30% dei processi per maltrattamento di animali che viene celebrato si conclude con una sentenza e appena la metà prevede una condanna
Non basta ancora però: un problema culturale di questo peso va risolto anche a monte. Le scuole devono essere la prima tappa obbligata. Lo raccontano soprattutto i casi in aumento di mnorenni responsabili di violenze contro gli animali. È necessario sensibilizzare i ragazzi fin dall’età scolastica: deve definitivamente essere estirpata la cultura dell’animale come oggetto di cui si può disporre a proprio piacimento. Solo così possiamo eliminare il sadismo che spesso l’accompagna.
Ne sono testimoni i tanti randagi, vittime di tagliole e cibo avvelenato, violenze che ancora rimangono sotto silenzio. Intervenire dalla più tenera età per evitare che il germe della cattiveria diventi definitivamente imperante nella nostra società è un obiettivo da perseguire con forza. Questi eventi non devono più accadere: denunciare non basta più.
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