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Viterbo - L'imputato è stato condannato - Dovrà risarcire alla vittima l'intera somma sottratta con l'inganno

Promette di aiutarla a vendere la villa ma non è vero, vedova truffata da geometra

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Viterbo – (sil.co.) – Truffa un’anziana vedova con la scusa di aiutarla a vendere per 400mila euro a dei tedeschi la villa dove era rimasta a vivere da sola dopo la morte del marito. È successo a San Martino al Cimino tra novembre 2017 e maggio 2018. 


San Martino al Cimino

San Martino al Cimino


Protagonista un geometra, contattato dalla vittima per sanare dei piccoli abusi edilizi in modo da poter mettere in vendita l’immobile, troppo grande per una donna sola.

L’uomo, che solo successivamente si è scoperto essere iscritto all’albo dei geometri ma sospeso per morosità due anni prima, l’avrebbe circuita con artifizi e raggiri convincendola che, una volta sistemate le carte, la casa sarebbe stata acquistata per 400mila euro da dei tedeschi di sua conoscenza che volevano comprare un’abitazione in Italia vicino Roma, cui lui aveva inviato delle foto, che se ne erano innamorati.

Nel frattempo avrebbe convinto la vedova a sborsare 18.600 euro in contanti per le pratiche relative alla sanatoria. La vittima si è insospettita quando, oltre a non avere una fattura dei pagamenti effettuati per il condono, i famosi tedeschi che sarebbero dovuti venire a vedere casa, con una scusa o con l’altra, non si presentavano agli annunciati appuntamenti: una volta perché avevano perso l’aereo, un’altra perché la macchina si era rotta e via discorrendo.

A quel punto, nel dubbio più che concreto che qualcosa non stesse filando per il verso giusto, la donna si è rivolta prima al commercialista e poi al suo legale, l’avvocato Luca Chiodi, che, una volta scoperto che il geometra era stato sospeso e che presso il comune nessun iter per la sanatoria era stato avviato, ha proceduto a sporgere denuncia.


Luca Chiodi

L’avvocato di parte civile Luca Chiodi


Il processo per truffa a carico del professionista si è concluso nei giorni scorsi davanti al giudice Roberto Cappelli del tribunale di Viterbo, il quale ha condannato l’imputato a sei mesi di reclusione e al risarcimento, già in sede penale, dell’intero importo del danno, ovvero la somma di 18.600 euro sottratti con l’inganno alla vedova, che si è costituita parte civile. 

“Significa che la mia assistita non dovrà aspettare che la sentenza passi in giudicato per reclamare il dovuto – spiega l’avvocato Chiodi – un segnale incoraggiante per chi, rimasto vittima di una truffa o di un qualsiasi altro reato, pensa sia inutile denunciare nel timore che non venga fatta giustizia”. 


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14 ottobre, 2021

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