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Civita Castellana - Condannati a un anno per resistenza a pubblico ufficiale durante il Carnevale - Diciotto mesi di carcere a un altro giovane rimasto in mutande

Vestiti da dalmata aggrediscono carabinieri

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– Vestiti da dalmata sferrano calci e pugni ai carabinieri, condannati a un anno.

Domenica di Carnevale molto movimentata a Civita Castellana.

Nella serata di domenica gli uomini del nucleo operativo e radiomobile di Civita, coordinati dal tenente Umberto Filetto, sono dovuti intervenire in più occasioni per tentare di sedare i comportanti un po’ troppo accesi di alcuni ragazzi.

Due di loro, mascherati da dalmata, avrebbero iniziato a dar fastidio alle gente durante la sfilata dei carri allegorici. Uno, in particolare, schizzava le persone che assistevano tra il pubblico con una bottiglia di vino in mano.

I carabinieri a quel punto hanno deciso di farsi avanti per fermarli, ma i due ragazzi, A.G. di 20 anni e M. P. di 23 anni, avrebbero iniziato a inveire anche contro i militari con calci, pugni e insulti.

Dopo l’intervento di altri colleghi i carabinieri sono infine riusciti a portarli in caserma e, ieri mattina, ancora vestiti con le maschere da dalmata, si sono presentati di fronte al giudice Italo Ernesto Centaro per rispondere di ingiurie e resistenza a pubblico ufficiale con il rito direttissimo.

Il pubblico ministero Franco Pacifici, nonostante i due giovani fossero incensurati, ha chiesto per loro la condanna a un anno e due mesi, come pena esemplare al fine di evitare altri atteggiamenti poco rispettosi delle forze dell’ordine e della società in generale.

Il giudice ha infine deciso di condannarli a un anno ciascuno con la condizionale e al pagamento delle spese processuali.

Sempre nel pomeriggio di domenica, durante il Carnevale civitonico, i carabinieri hanno sorpreso un altro giovane in apparente stato di alterazione fuori a un bar della piazza principale del paese.

Anche in questo caso i carabinieri sono intervenuti per tentare di calmarlo, ma il ragazzo alternava momenti di tranquillità a gesti di agitazione che lo avrebbero addirittura portato a spogliarsi fino a rimanere in mutande e a sferrare un pugno a uno dei militare che cercava di tenerlo fermo.

Anche lui è stato giudicato con il rito direttissimo dal giudice Italo Ernesto Centaro con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Il pm Franco Pacifici, constatato anche il fatto che il ragazzo, N.M. di 31 anni, aveva già dei precedenti per furto e tentata rapina, ha chiesto una pena di un anno e sei mesi con la custodia cautelare in carcere. Richiesta accolta dal giudice Centaro.


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12 febbraio, 2013

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