Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Coronavirus - Statali e privati devono mostrare la certificazione all’ingresso - Ecco chi controlla e chi può essere esente

Oggi è il green pass-day, scatta l’obbligo per tutti i lavoratori

Condividi la notizia:

Viterbo – (b.b.) – Ci siamo, il green pass-day è arrivato. Da oggi, venerdì 15 ottobre, scatta l’obbligo della certificazione verde per tutto il mondo del lavoro. Dipendenti statali e privati dovranno infatti essere muniti del pass per entrare in azienda e lavorare. 

Secondo il dpcm firmato dal premier Mario Draghi, “oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all’obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all’interno degli uffici posta d’ufficio o privata. Sono esclusi soltanto gli utenti”, si sottolinea nel documento. Non sono esclusi dall’obbligo colf, badanti e collaboratori domestici.


Certificazione verde - Le linee guida del governo

Certificazione verde – Le linee guida del governo


Controllare che i propri dipendenti siano provvisti di certificazione spetta al datore di lavoro (per colf, badanti e collaboratori saranno le famiglie). La verifica potrà essere effettuata manualmente o in via automatizzata e, come raccomanda il governo, andrebbe effettuata all’ingresso del posto di lavoro, evitando di creare ritardi o code.

“Nelle pubbliche amministrazioni, laddove l’accertamento non avvenga al momento dell’accesso al luogo di lavoro, esso dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente” si legge dal sito del governo. Per le verifiche, sarà possibile usare l’applicazione gratuita Verifica C-19. Inoltre, saranno fornite alle amministrazioni applicazioni e piattaforme volte a facilitare il controllo automatizzato, sul modello di quanto avvenuto per scuole e università. Il tutto nel pieno rispetto della privacy. Il QrCode collegato al green pass che viene scansionato durante i controlli non può in alcun modo essere conservato dal datore di lavoro, pubblico o privato che sia, né utilizzato in seguito. Lo stesso vale anche per tutte le informazioni rilevate durante i controlli automatizzati che non dovranno essere registrate né utilizzate in seguito. 


Certificazione verde - Le linee guida del governo

Certificazione verde – Le linee guida del governo


Il green pass già necessario nel nostro paese per andare al cinema o a teatro, al ristorante al chiuso, in palestra, allo stadio, al museo, salire sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza, partecipare a feste private religiose e civili o per entrare a scuola o all’università, da oggi diventa quindi obbligatorio anche per andare a lavoro. Una manovra che coinvolgerà 23 milioni di italiani. 

Il dipendente che si presenta senza green pass, o comunica in anticipo di non averlo, non potrà accedere al posto di lavoro. Resterà a casa senza stipendio, fino alla presentazione della certificazione, ma questo non comporterà in nessun modo alcuna sanzione disciplinare.

“Nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta – si legge sul sito de governo -. Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza green pass, il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro”.


Certificazione verde - Le linee guida del governo

Certificazione verde – Le linee guida del governo


Il pass si ottiene attraverso tre modalità. Con la vaccinazione contro il Covid-19 con uno dei vaccini riconosciuti e approvati da Ema e da Aifa, o con un certificato di guarigione dalla malattia o, ancora, con l’esito negativo di un tampone. La durata della certificazione è diversa a seconda del modo in cui si è ottenuto il green pass: per chi ha completato il ciclo vaccinale dura 12 mesi; per chi è guarito dal Covid dura 6 mesi e per chi si è sottoposto a un tampone antigenico rapido che ha dato esito negativo è di 48 ore. 72 ore per un molecolare. Chi è guarito dal Covid e poi si sottopone alla vaccinazione con una singola dose, secondo quanto previsto dalle norme decise dal ministero della Salute, ottiene una certificazione della stessa durata di chi ha completato il ciclo vaccinale.

Chi non può vaccinarsi per comprovati motivi di salute, dovrà esibire un certificato contenente l’apposito codice qr in corso di predisposizione. “Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo” spiega la nota del governo.


Certificazione verde - Le linee guida del governo

Certificazione verde – Le linee guida del governo


Condividi la notizia:
15 ottobre, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/