Coronavirus - Il governo non esclude però di allargare il credito di imposta alle aziende che pagheranno i test per i propri dipendenti
Roma – Green pass, il premier Mario Draghi non accenna ad alcun passo indietro. Da oggi scatta l’obbligo della certificazione verde per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, e non c’è intenzione da parte del governo di far slittare in avanti sul calendario tale data.

Mario Draghi
Ma se è da escludere un rinvio dell’obbligo della certificazione verde, per Palazzo Chigi anche l’ipotesi che si arrivi a tamponi gratuiti è impossibile e non solo perché giudicata politicamente sbagliata , in questo caso in linea con Confindustria, ma forse anche per questioni di costo. La stima sarebbe un onere per lo stato di almeno 500 milioni di euro al mese.
E se è da escludere, al momento, anche la strada dei prezzi calmierati, l’ipotesi più concreta è che il governo intervenga allargando il credito d’imposta per le imprese che decidano di pagare i tamponi per i propri dipendenti. Il credito è oggi al 30%, potrebbe essere ampliato almeno sino al 50%. In ogni caso nessuna decisione è stata ancora presa.
La volontà del governo di mantenere al 15 ottobre l’obbligo del green pass sul lavoro è una diretta conseguenza dell’obbiettivo che l’esecutivo si è posto in merito alla campagna vaccinale. Arrivare, cioè, a immunizzare nel minor tempo possibile il 90 per cento degli italiani. In questo senso la necessità di mostrare il passaporto Covid per accedere in azienda potrebbe spingere i cittadini non ancora vaccinati a cambiare idea.
Secondo i dati della Fondazione Gimbe sarebbero almeno 3,8 milioni i lavoratori che, per propria volontà, ancora non hanno ricevuto la prima dose di siero contro il virus.
15 ottobre, 2021