Roma – “40 anni fa un operaio di Civita Castellana, con lo stipendio da operaio, campava una famiglia, si faceva la casa, mandava la sua famiglia un mese in villeggiatura d’estate e poteva augurarsi che il figlio cambiasse il suo destino studiando. Oggi un lavoratore con uno stipendio normale ha difficoltà a pagare le bollette”. Alessandro Di Battista, intervistato ieri da Tiziana Panella sul programma Tagadà di La7, porta l’esempio degli operai civitonici per parlare di “squilibrio sociale, economico e finanziario sempre più grande”.
“Molti portuali di Trieste – dice l’ex parlamentare del M5s – portano avanti con estrema dignità lotte che non sono legate soltanto al green pass. Sono lotte sociali, legate alla sofferenza, alle bollette che aumentano, alla povertà, al fatto che oggi i diritti civili e politici sono più numerosi di 30 anni fa, ma mancano quelli economici e sociali”.
“Questo è il dato di fatto della modernità – aggiunge Di Battista – e dello squilibrio sociale, economico e anche finanziario tra i grandi sempre più grandi e i piccoli sempre più piccoli e in numero sempre maggiore Per questo io sto dalla parte delle proteste. Tante persone si aggregano a quelle manifestazioni perché vivono sulla loro pelle il disagio e non si sentono rappresentati dalla politica”.
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