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Roma - Il premier Mario Draghi: "È una manovra espansiva, il paese crescerà ben oltre il sei per cento"

Dal consiglio dei ministri arriva il via libera alla legge di bilancio per il 2022

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Roma – Arriva dal consiglio dei ministri il via libera alla legge di bilancio per il 2022. Al termine della riunione, il premier Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa insieme al ministro dell’economia Daniele Franco e quello del lavoro Andrea Orlando.


Roma - Palazzo Chigi

Roma – Palazzo Chigi


La manovra prevede misure per 30 miliardi di euro. Sono in tutto 185 gli articoli presenti nella bozza che al momento è oggetto di discussione nel consiglio dei ministri.

Tra queste c’è l’intervento sulle pensioni. “Quota 100” viene infatti superata a favore di una “Quota 102”, per cui nel 2022 si potrà andare in pensione a 64 anni con 38 anni di contributi. Nella bozza della legge di bilancio si legge infatti che “i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui al primo periodo del presente comma sono determinati in 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva per i soggetti che maturano i requisiti nell’anno 2022”. Il testo poi aggiunge: “In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2022, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio”.

La bozza prevede anche un rifinanziamento del reddito di cittadinanza, ma con una stretta sui controlli e sui reati che impediscono di usufruirne. I beneficiari “occupabili” dovranno sottoscrivere il Patto per il lavoro contestualmente all’invio della domanda e sarà possibile rifiutare massimo due offerte di lavoro, pena la decandenza dal beneficio. Inoltre, dopo i primi sei mesi il reddito di cittadinanza dovrebbe subire un taglio di cinque euro al mese. Questa manovra si applica però solo agli “occupabili”, ovvero i soggetti tenuti agli obblighi connessi alla fruizione del beneficio. Sono esclusi dal taglio i nuclei familiari con bambini al di sotto dei tre anni o con persone che presentano disabilità gravi e non sono autosufficienti.

Tra le misure dovrebbe c’è anche la proroga del Superbonus al 110 per cento per il 2023. Dovrebbe poi passare al 70 per cento per il 2024 e al 65 per cento per il 2025. 

Sembrerebbe che venga ritirato il cashback, la misura varata dal Conte I che consentiva di ottenere un rimborso del dieci per cento sull’importo degli acquisti fatti con le carte. Il cashback è già sospeso fino alla fine dell’anno, ma dovrebbe essere definitivamente accantonato il prossimo anno. La decisione di non rifinanziare la manovra, metterebbe circa 1,5 miliardi a disposizione dell’esecutivo che dovrebbe utilizzarli per la riforma degli ammortizzatori sociali.

Otto miliardi all’anno dal 2022 verranno impiegati per il taglio dell’Irpef e dell’Irap, con l’obiettivo di “ridurre l’imposta sui redditi delle persone fisiche con l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive, da realizzarsi attraverso sia la riduzione di una o più aliquote sia una revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo”. La misura punta anche a ridurre “l’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive”. Complessivamente, nel 2022 verranno stanziati 12 miliardi per il taglio delle tasse.

Gli ammortizzatori sociali vengono estesi anche alle imprese sotto i cinque dipendenti, attualmente scoperti dalla cassa integrazione. 

La bozza prevede lo stanziamento di 52 milioni di euro per il Fondo per il sostegno alla parità salariale di genere. Viene inoltre realizzato un piano strategico per combattere stereotipi di genere e colmare i divari nel mondo del lavoro. Inoltre, in via sperimentale per il 2022 dovrebbe essere riconosciuto l’esonero al 50 per cento del versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato a decorrere dal rientro al lavoro dopo la maternità.

Il congedo di paternità dal 2022 sarà di dieci giorni. Il congedo era stato alzato da sette a dieci giorni con l’ultima manovra, ma solo per il 2021. Ora invece la misura diventa strutturale. Dovrebbe inoltre essere incrementato fino a 1,85 miliardi il fondo per l’acquisto dei vaccini contro il Covid 19, già istituito nella scorsa legge di bilancio.

“Il lavoro svolto nelle ultime settimane è stato notevole – ha commentato il premier Draghi durante la conferenza stampa -. È una legge di bilancio espansiva, accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica di questo governo. Si agisce sia sulla domanda che sull’offerta, tagliamo le tasse, miglioriamo la spesa sociale con attenzione particolare ai giovani e alle donne”. “Dal problema del debito pubblico, da quello delle prestazioni sociali inadeguate e delle altre giuste modifiche del nostro sistema sociale che non abbiamo potuto fare negli anni passati si esce attraverso la crescita. Il Paese crescerà bene oltre il 6 per cento e questa è una bussola e la strategia di questo governo”.

“Per quanto riguarda le tasse mettiamo a disposizione 12 miliardi, non otto come si dice in giro, per tagliare le tasse”, ha continuato Draghi. Il presidente del consiglio ha confermato il superamento di “Quota 100” a favore di una “Quota 102”. “Il governo rimane disponibile  su questo punto al confronto con le parti sociali nellr settimane che verranno. Il contributivo rimane la scatola entro la quale però molte cose si possono aggiustare. Ci sarà un intenso confronto”. 

“È una manovra che resta espansiva per recuperare il prodotto che abbiamo perduto l’anno scorso – ha affermato il ministro dell’economia Daniele Franco -. Cerca di avere una visione di medio periodo, ove possibile. L’obiettivo è quello di aiutare la nostra economia a uscire dalla crisi da pandemia, l’idea è che già nel secondo trimestre del 2022 il nostro Pil torni al livello pre crisi. Questo vuol dire anche un recupero dei livelli occupazionali. Con questa manovra vogliamo contribuire a dare alla nostra economia una dinamica più accentuata. Lo vogliamo fare con molti investimenti puubblici, incentivi a quelli privati, incentivi alla ricerca e riduzione dell apressione fiscale su lavoratori e imprese”.

Nel frattempo, l’Unione italiana del lavoro (Uil) si è già detta contraria a Quota 100. “Se dovesse essere confermata al consiglio dei ministri la scelta di Quota 102 sulle pensioni, la Uil non ci sta ed è pronta se necessario a scendere in piazza”, ha affermato il segretario generale della Uil ai microfoni di Isoradio.


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28 ottobre, 2021

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