Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L’Irriverente

Riaccendere il motore dell’ascensore sociale anche se di novembre

di Renzo Trappolini
Condividi la notizia:

Viterbo – Naturale, a novembre, pensare al dopo. Non tanto al proprio aldilà che, comunque, resta e resterà ignoto finché siamo di qua. Piuttosto, a quello che si lascerà, appunto, “dopo”. Molti di quelli di noi che, pur nati poveri dopo la guerra, riuscirono a conquistare un po’ di benessere, potrebbero essere gli ultimi ad avere figli e nipoti in condizioni più fortunate delle loro e a doverli lasciare con l’incertezza sul mantenimento di esse.


Renzo Trappolini

Renzo Trappolini


Dicono, infatti, che sia andato in blocco l’”ascensore sociale”, quello che aprì le porte alla mia generazione per costruire a mani nude il nuovo e il meglio e, poi, attraverso il riconoscimento dei meriti, salire al piano superiore della scala sociale.

L’ Istat ha rivelato che, per la prima volta negli ultimi decenni, la percentuale di quanti riescono a passare ad un livello di vita migliore di quello dei genitori (26,6%) è più bassa rispetto a chi non ce la fa (29,9%).

L’inversione di tendenza preoccupa gli osservatori e parrebbe il risultato di un’operazione di matrice economica tendente a trasformare in consumatori – tutti e dappertutto – i cittadini, quelli che per essere tali dovrebbero essere “lavoratori”. Lo scrissero qui da noi settantacinque anni fa i costituenti: l’Italia democratica “è fondata sul lavoro”, ma negli attuali tempi di commercio globale c’è chi pensa al lavoro come merce fungibile, in gran parte, cioè, agevolmente sostituibile da algoritmi, robot, app. Come se l’importante sia una qualunque capacità di consumo, il quale si ottiene anche con poco.

Perciò, certe scelte dei governi per la liberazione dal bisogno economico finiscono col somigliare ad elemosine, seppur definite con belle parole, e risultano sia lontane dall’obbligo costituzionale di rimuovere quanto impedisce “lo sviluppo della persona”, sia di supporto ai populismi ed alla apatica attesa del “ci penserà lo stato”.

Ne conseguono l’accrescersi delle disuguaglianze tra chi resta al palo e chi è destinato a migliorare, la possibile eliminazione del piano mezzano, la classe media, un affollamento, al piano terra, tale da impedire l’apertura delle porte dell’”ascensore”. Il quale, peraltro, non servirà a quelli dell’attico, così ridotti di numero e ricchi da permettersi una flotta di elicotteri per spostarsi attraverso il cielo.

Qualche numero di oggi: i figli di genitori con la terza media hanno il 12% di probabilità di arrivare alla laurea, ma il 75% se il padre o la madre è già laureato; un quarto dei giovani non studia, non lavora, non va in formazione; nell’edilizia mancherebbero 100mila addetti con adeguata formazione; gli esperti dicono che i ragazzi di oggi rischiano di andare in pensione oltre i settant’anni e con assegni dimezzati rispetto all’ultima paga.

Allora, in questo inizio novembre, è fuori luogo interrogarci su quale situazione lasceremo a figli e nipoti? Se non altro per ricordare che, prima di ogni altro pur irrinunciabile diritto, quelli alla scuola, alla formazione e al lavoro hanno bisogno di leggi più urgenti di altre se si vuole attuare il principio costituzionale di far salire di grado i “capaci e meritevoli”. 

Un salto culturale che ci riguarda tutti. Chi governa e deve essere capace di scoprirli e sostenerli i meritevoli; i governati, noi che dobbiamo ricominciare ad accettare che uguaglianza è anche saper riconoscere in se stessi e negli altri le doti (i talenti naturali, i quali, pochi o tanti, sono comunque moltiplicabili), l’impegno profuso, i sacrifici fatti, i risultati ottenuti. In pratica, riaccendere con le leve di una volta il motore bloccato dell’”ascensore sociale”. Subito e insieme, perché il pilota automatico “Draghi” non basterà.

Renzo Trappolini


Condividi la notizia:
2 novembre, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/