Viterbo – Appuntamento domani, venerdì 12 novembre, alle 11 nella cattedrale di San Lorenzo per il vernissage dei pannelli su Dante e Viterbo. Accanto a quelli che raccontano la città in piazze e angoli del centro storico, d’ora innanzi ne troveremo altri che ci fanno conoscere da vicino, nell’anno del pluridecorato centenario, personaggi ed episodi della Divina Commedia per noi di casa.
Uno dei pannelli realizzati per l’iniziativa Dante a Viterbo
Se n’è interessato il comitato Dante VII coordinato dal Touring club con il contributo del comune di Viterbo e di alcune istituzioni locali e il lavoro creativo degli studenti del liceo artistico Orioli.
Nove pannelli (idea e testi di Gianluca Zappa, anche in inglese grazie ai ragazzi del Mariano Buratti) a partire dalla “callara” del Bulicame fino alla Cattedrale. Storie infernali, morti cruente, santi e beati, prigioni malsane, compongono l’incredibile mosaico di una città che ha offerto a Dante idee e scenari per la sua Commedia. Pensiamo a “quella gente” immersa nel Bulicame “’nfino alla gola” o a “lo cor” trafitto di Enrico di Cornovaglia all’altare della chiesa di San Silvestro che ancora cola sangue nel Tamigi.
Il Centenario s’è avviato nel giugno scorso, nel giorno del solstizio d’estate al Bulicame: inaugurazione di una targa sulla stele (grazie a Touring club e comune) e letture con musica dal vivo dei ragazzi del liceo musicale guidati da Donato Cambò e Maura Oroni.
Dante anche a Ferento (18 luglio) nel cartellone della stagione estiva. Giuseppe Rescifina ci ha ricordato con la performance “Amor che tutto move” vari episodi della Commedia riferiti alla Tuscia Viterbese con coreografie di Alessandra Ragonesi e musiche di Giancarlo Necciari.
A giugno-agosto la sala Gualtiero del palazzo dei Papi ha ospitato una mostra, curata dal Cedido – Centro diocesano di documentazione guidato da Luciano Osbat con documenti e libri su Dante catalogati nel Centro.
Nel giorno della morte di Dante, il 13 settembre, s’è mosso per le vie della città tra il lusco e il brusco un singolare corteo dietro a una decina di improvvisati “attori” (dal sindaco Giovanni Arena al vescovo Lino Fumagalli) che hanno affrontato con spartana dedizione alcune letture della Commedia, dal primo canto dell’Inferno, all’ultimo del Paradiso. L’idea è stata di Giuseppe Rescifina che insieme a Gianluca Zappa e Maria Teresa Ubertini ha commentato la tessitura delle varie terzine. Iniziativa replicata a Bagnaia il 14 Ottobre con lettori del posto.
Il 18 Settembre il fondale di pietra della Cattedrale ancora caldo per il sole estivo, ha fatto da scena alla rievocazione storica dell’uccisione di Enrico di Cornovaglia con i figuranti de “La Contesa” su testi e regia di Giancarlo Bruti
Dulcis in fundo con il “Pietro ispano” Giovanni XXI finito incautamente nel 1277 sotto le macerie del suo studiolo a Viterbo. A ricordalo il 16 ottobre in cattedrale ci ha pensato Antonino Scarelli, docente Unitus con una documentata relazione al cospetto di personaggi di rango, come il cardinale portoghese Josè Tolentino del Mendonca, l’ambasciatore del Portogallo presso la Santa sede Antonio Almeyda Lima e il vescovo Lino Fumagalli.
Ai nostri pronipoti il compito di non dimenticarsi di Dante nell’ottavo Centenario del 2121.
Vincenzo Ceniti
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