![]() L'avviso per i parcheggiatori |
– Nel giorno di San Valentino, Francigena fa un bel gesto d’amore nei confronti di nove lavoratori ex Autoservice, quelli che fino al 30 gennaio erano impiegati al parcheggio del Sacrario.
Dopo averli licenziati nel giro di poche ore, ieri ha fatto affiggere un cartello nel quale si avverte la clientela che al Sacrario da lunedì 18 saranno operativi i parchimetri. Tempi moderni. Macchine al posto degli uomini.
E chi lo ha deciso? Il consiglio comunale, che detta l’indirizzo di una società comunale, quindi pubblica? No. Al contrario. È stato dato mandato al sindaco Marini di far riassumere i nove lavoratori entro quaranta giorni.
Quindi è il sindaco ad avere dato il proprio assenso? Manco per idea. Interpellato da Alvaro Ricci (Pd) in consiglio comunale, su una notizia che aveva ricevuto, ovvero l’intenzione di Francigena d’installare i parchimetri, la risposta è stata netta. “Non ne so nulla – ha spiegato Marini – m’informerò”.
Ma non c’è stato bisogno, perché dopo pochi minuti nella sala del consiglio è arrivata la notizia del cartello. Tempi moderni. Una foto del cartello inviata sul cellulare di Ricci. “Ho già provveduto a farlo togliere”.
E’ stata la decisa presa di posizione di Marini. Quindi Francigena ha deciso per proprio conto. E il socio di riferimento, ovvero il Comune, cosa conta? Nulla a quanto pare, se pure Marini è tenuto all’oscuro: “Innanzitutto – precisa Ricci – la decisione contravviene a quanto stabilito dal consiglio sul fatto che quello è un parcheggio di struttura, quindi con personale e non con macchinette, inoltre viene meno la richiesta approvata all’unanimità di riassumere i lavoratori”.
Invece si installano i parchimetri.
Pd e Udc vorrebbero mandare un segnale forte al consiglio d’amministrazione: sfiduciarlo. E per questo chiedono d’anticipare il punto all’ordine del giorno inserito da Ottavio Raggi (Pdl). Invece dalla maggioranza arriva un no secco. Proposta bocciata.
Per sfiduciare il consiglio d’amministrazione bisogna passare per la commissione convocata martedì. Tanta delicatezza fa onore ai consiglieri. Il cda è pur sempre composto da persone. Come persone sono i lavoratori che il cda ha licenziato senza troppe discussioni.
“Il sindaco per primo – spiega Ricci (Pd) – li dovrebbe dimettere i consiglieri Francigena, dopo quest’altro atto incredibile. Prendono decisioni gravi e il primo cittadino non ne sa nulla”. Situazione ridicola per il collega di partito Sergio Insogna. “Si porta in commissione, una richiesta partita da un consigliere comunale in consiglio comunale. E’ qui che si deve discutere. Rinviare è un grave atto di viltà amministrativa”.
Per protesta la minoranza esce. Un gesto simbolico, poi ritorna sui banchi e vota tra l’altro, l’ordine del giorno di Ottavio Raggi su Peter Pan la onlus romana che che ospita bambini malati di cancro e le loro famiglie e che ora rischia lo sfratto da parte dell’ente proprietario dell’immobile, che chiede 25mila euro d’affitto rispetto ai tremila, passati lo scorso anno a seimila.
Ente controllato al 70% dalla Regione. Il documento approvato fa partire da Viterbo un messaggio chiaro in direzione capitale. Almeno qualcosa di buono ieri è stato fatto.
Livio Treta nel frattempo ha lasciato l’Udc. Ieri ufficialmente ha dichiarato d’essere passato alla lista di Monti, ma essendo solo non può formare un gruppo e va con Chicco Moltoni in quello misto. L’unione fa la forza?
Giuseppe Ferlicca
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