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Viterbo - La consigliera comunale: "Staremo a casa anche questo giro"

Elezioni provinciali, Frontini: “Il mio gruppo non parteciperà al voto”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il gruppo consiliare di Viterbo 2020 non parteciperà al voto per le elezioni provinciali. Staremo a casa anche questo giro”. Chi sperava o temeva che questa volta la capogruppo Chiara Frontini rompesse gli indugi dando il proprio sostegno a uno schieramento o all’altro, anche ‘sta volta s’è sbagliato. Viterbo 2020, come ha detto la sua consigliera, “resta a casa”. Quattro voti mancheranno così al novero dei viterbesi. Il 18 dicembre, giorno di elezioni di secondo livello per eleggere il consiglio provinciale di palazzo Gentili a Viterbo e il suo presidente. Quello uscente è Pietro Nocchi, maggioranza di centrosinistra più il pezzo di Forza Italia che fa capo ad Alessandro Romoli e Giulio Marini. 


Chiara Frontini

La consigliera di Viterbo 2020 Chiara Frontini


Elezioni provinciali, consigliera Chiara Frontini il suo gruppo comunale parteciperà al voto oppure no?
“Il gruppo di Viterbo 2020 sceglie di essere coerente e di non partecipare al voto. Come abbiamo già fatto due anni fa. Staremo a casa anche questo giro”.

Perché questa scelta?
“Perché per noi si tratta di una scelta di coerenza. Il nostro è un movimento che si è concentrato sempre su Viterbo. Il cuore del nostro programma e della nostra visione, anche di sviluppo del territorio. Le provinciali sono elezioni di secondo livello che già di per sé è un metodo che non condividiamo. Un ente che gestisce competenze importanti, come ambiente e infrastrutture viarie, deve essere eletto direttamente dai cittadini che hanno tutto il diritto di scegliere chi li governa. Dopodiché noi abbiamo scelto di rappresentare una cittadinanza libera, fuori dagli schemi tradizionali di centrodestra e di centrosinistra. Per tutte queste ragioni abbiamo deciso di non partecipare a questa forma di consociativismo tra gli schieramenti che fingono di scontrarsi ma in fondo si somigliano”. 

Se dal suo punto di vista le elezioni provinciali non servono, allora, a chi servono le elezioni provinciali?
“Le elezioni provinciali servono al sistema dei partiti locali. Le provinciali, così come sono state concepite, non servono ai cittadini per esprimersi su programmi e proposte. Si tratta solo di un dialogo tra partiti. Sono utili sono alla conservazione della partitocrazia. Un sistema di cui noi non siamo parte”.


Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini


Durante l’ultima crisi comunale, quella di agosto, Viterbo 2020 sembrava piuttosto defilata rispetto al resto dell’opposizione a palazzo dei Priori. Alcune voci sostengono questa sua posizione sia riconducibile a una possibile intesa con Fratelli d’Italia. E’ così?
“Non so da quale fonte provenga questa notizia. E non siamo stati nemmeno defilati. Il nostri impegno sul territorio è stato sempre al massimo e sempre in continuità con il passato. Chiunque ci avvicini a qualsivoglia sbaglia. Non c’è niente di tutto questo. Noi continuiamo a ribadire che rappresentiamo un’alternativa. Non alla destra o alla sinistra. Ma a un sistema di malgoverno della città. A prescindere dal colore che ha governato Viterbo. Ci opponiamo al metodo, prima ancora che alle fazioni. La città non ha bisogno di polemiche politiche, ma di risultati e di fatti. Risultati che ad oggi non ci sono. Ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento di una maggioranza composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Fondazione. Non a caso li nomino tutti. E in tutto questo, ilsindaco Giovanni Arena è il primo responsabile. Tuttavia, l’incapacità del sindaco e la sua mancanza di polso non è altro che la punta dell’iceberg di un coacervo di contrasti e mancata visione comune. Per giunta con interessi diversi. Noi vogliamo affermare la diversità nel merito e nei contenuti”. 

La maggioranza non ha fatto il proprio dovere. La minoranza, invece, secondo lei, ha fatto il suo?
“La minoranza ha cercato, pur nelle tante differenze che non abbiamo mai nascosto, di portare avanti battaglie comuni. Quando credevamo che i contenuti fossero comuni. Ci siamo invece distinti quando questa visione comune non c’è stata. Dal nostro punto di vista abbiamo fatto di tutto per garantire trasparenza e fare in modo che le scelte sbagliate diventassero di dominio pubblico. Dopodiché lo abbiamo detto fin da subito. La nostra opposizione sarebbe stata costruttiva quando possibile e dura quando necessaria. Questo è stato il mandato che ci hanno dato i viterbesi e questo abbiamo cercato di rispettare. Tante sono state anche le proposte alternative a quelle della maggioranza che abbiamo presentate. L’eterogeneità delle forze di opposizione è un fatto evidente ed è dovuto al fatto che tutti noi avevamo presentato proposte diverse. Pertanto non c’era necessità di essere per forza sempre uniti. Perché poi di fatto, questa unione, nei fatti e nei contenuti non c’è”.

Daniele Camilli


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15 novembre, 2021

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