Roma – Cresce il fronte politico di chi chiede maggiori restrizioni per i non vaccinati. Soprattutto tra i presidenti di regioni, che alla riunione stato-regioni di oggi cercheranno di portare avanti l’ipotesi di un Green Pass rafforzato.
Green pass
I casi sono ormai in risalita da diverse settimane e si fa più concreta l’ipotesi che qualche regione possa cambiare colore. Ma l’intenzione dei governatori degli enti è che le eventuali nuove restrizioni non gravino su chi ha fatto il vaccino. Si fa dunque strada l’idea di un Green Pass rafforzato, che permetterebbe solamente ai vaccinati o ai guariti dal Covid, e non a chi fa un tampone con esito negativo, l’accesso ai luoghi pubblici. Non ci sarebbero però cambiamenti per quanto riguarda il mondo del lavoro. Dunque l’esito negativo del tampone continuerebbe a consentire anche a chi non è vaccinato di recarsi sul posto di lavoro.
Sembrerebbe che ad appoggiare la linea dei governatori sia il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Ma il governo frena ancora sull’ipotesi di maggiori restrizioni per i non vaccinati. Se anche ieri, mercoledì 17 novembre, il paese ha registrato per la prima volta da maggio oltre 10mila casi giornalieri, ancora i reparti ordinari e le terapie intensive sembrano reggere.
Nel caso in cui l’idea del Green Pass rafforzato dovesse passare, l’Italia non sarebbe il primo paese ad adottare una misura del genere. In Germania e Austria, dove la percentuale di vaccinati è considerevolmente più bassa rispetto a quella italiana, è stato già introdotto il sistema “2G”. Questo significa che l’accesso ai luoghi pubblici e alle attività ricreative è consentito solo ai vaccinati (geimpft) e guariti (genesen).
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