Violenza
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questa giornata mondiale contro la violenza di genere anche l’avvocatura è chiamata a riflettere su un fenomeno che, nonostante i molteplici interventi legislativi in materia, ha purtroppo assunto le proporzioni di una piaga sociale e culturale.
L’avvocato della donna vittima di violenza è senza dubbio tra i suoi più importanti punti di riferimento. Quando una donna, e più in generale, un soggetto vittima di violenza si reca da un legale non lo fa solo per ottenere giustizia della violenza subita, ma anche per affrancarsi da una condizione di permanente terrore accompagnato spesso da una profonda sofferenza fisica e psichica.
Al professionista è dunque richiesta un’approfondita conoscenza della legislazione in materia, un costante rigore nell’esame del caso e anche una grande sensibilità utile a connettersi emotivamente con la vittima.
Per questo il nostro Ordine degli Avvocati di Viterbo, in sinergia con le principali istituzioni e le locali associazioni forensi, promuove da sempre corsi di formazione aventi natura interdisciplinare tesi a far acquisire quella specializzazione di tipo psicologico, comunicativo e medico-legale, che il professionista che opera nella materia deve necessariamente possedere.
Il presidente dell’ordine degli avvocati, Stefano Brenciaglia
La lotta contro la violenza di genere è una battaglia complessa rispetto alla quale, nonostante i molteplici interventi legislativi degli ultimi anni, sembra di essere sempre in svantaggio. I fatti di cronaca ci mostrano uno scenario drammatico, fatto di violenze quotidiane nate spesso in ambiente familiare.
Negli ultimi venti anni il legislatore è intervenuto ripetutamente, cercando di arginare con lo strumento normativo una violenza crescente che allo stato attuale sembra purtroppo non aver mai fine.
Ricordo l’introduzione dello strumento dell’allontanamento dalla casa familiare, il reato c.d di stalking (art. 612 bis c.p.), il recepimento della Convenzione internazionale di Instabul che, nell’intento di prevenire e reprimere la violenza domestica e di genere, è intervenuta sul codice penale introducendo un’aggravante comune (art. 61, n. 11-quinquies) per i delitti contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale nonché per i maltrattamenti in famiglia se commessi in danno o in presenza di minori e ricordo anche la modifica del reato di atti persecutori con particolare riferimento al regime della querela di parte, irrevocabile nei casi più gravi, e proporre comunque in sede processuale, per arrivare, infine, all’anno 2019 in cui è stato introdotto il c.d. Codice Rosso che ha modificato molti articoli del codice penale, del codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica, introducendo il c.d. Revenge Porn quale reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.
Un corpus iuris articolato e complesso che tuttavia non sarà mai sufficiente fintanto che non si diffonda una generalizzata cultura della legalità e del rispetto capace di superare gli stereotipi, i pregiudizi e i luoghi comuni, in cui spesso si annida il germe della discriminazione e della violenza.
Per questo si deve intervenire attraverso la sensibilizzazione culturale partendo dalle scuole attraverso programmi d’istruzione che diffondano la cultura della legalità, in modo da far comprendere che è possibile uscire dal cerchio della violenza, e ogni condizione di sopraffazione non va tollerata e non è tollerabile dalla società civile.
L’avvocatura tutta, e quella viterbese in particolare, ha sempre manifestato questo impegno promuovendo nella scuole di ogni ordine e grado incontri con gli studenti per comunicare loro che un’alternativa, una via di uscita alla violenza di genere c’è, e ognuno deve impegnarsi a fare la propria parte.
Sensibilizzazione, promozione, formazione, competenza sono parole chiave che tutti gli operatori del settore (forze di polizia, servizi sociali, psicologi, medici, magistrati e avvocati) devono tenere bene a mente. Solo attraverso soggetti preparati e sensibili il fenomeno della violenza di genere potrà se non essere sconfitto comunque profondamente ridotto.
Questa giornata mondiale è un’occasione di riflessione importante ed un momento di doverosa di memoria. Ma non basta.
L’avvocatura quale garante dei diritti dei cittadini, è stata e sarà sempre pronta a dare il proprio contributo, perché dove vi è violenza e sopruso vi sarà sempre un avvocato pronto a tutelare chi quella violenza o sopruso subisce.
Stefano Brenciaglia
presidente Ordine degli avvocati di Viterbo
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