![]() Luigia Melaragni (Cna) |
– Le opportunità devono essere colte, soprattutto in momenti di crisi come questo. Cna invita dunque le imprese a valutare subito se sia vantaggioso avanzare la richiesta di rimborso delle maggiori imposte pagate per la mancata deduzione dell’Irap sul costo del lavoro (ai fini Irpef per le persone fisiche e Ires per le società di capitale) dal 2007 al 2011, come previsto dal decreto “Salva Italia”.
Nel Lazio, ad esclusione di Roma, le domande possono essere presentate dal prossimo 4 marzo, esclusivamente in via telematica, dai titolari di redditi di impresa e di lavoro autonomo.
“Si apre per le aziende la possibilità di recuperare qualche risorsa. In presenza di una pressione fiscale che è diventata insostenibile, questa ci sembra una buona notizia. Ci siamo quindi attivati con una task force, per consentire al maggior numero possibile di imprese di usufruire del rimborso -afferma Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia-. I nostri esperti di contabilità e fisco hanno predisposto un test di convenienza, per far sì che presenti l’istanza solamente chi può trarne concreti vantaggi”.
“Il rimborso è uno dei risultati dell’impegno della Cna, che, a livello nazionale, svolge un importante lavoro di rappresentanza degli interessi delle imprese in un confronto quotidiano con il Parlamento e con i Ministeri competenti -prosegue Melaragni-. Grazie alla pressione esercitata, sempre in tema di Irap, considerata dalle imprese tra le imposte più inique, nella legge di Stabilità 2013 è fissata, a decorrere dal 2014, l’istituzione di un fondo a regime di 242 milioni di euro, per esentare dal tributo regionale le piccole imprese e i lavoratori autonomi senza dipendenti e dotati di beni strumentali il cui valore sarà fissato da un decreto ministeriale.
Continuiamo comunque, anche in questo caso, a operare perché sia migliorato il testo di norma, prevedendo che i requisiti di struttura aziendale entro i quali l’Irap non è dovuta siano quelli dettati dalle sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione, senza alcun tetto, in quanto la fissazione di un tetto limita i diritti dei contribuenti”.
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