Viterbo – Balsi e De Carolis
Viterbo – “Sarà il Natale dei viterbesi”. Presentato questa mattina in sala Regia a Viterbo il programma del Natale in basilica, il santuario di Santa Maria della Quercia a Viterbo.
“Quest’anno – ha detto la responsabile eventi del Santuario, Irene Temperini – considerando che la pandemia è ancora in corso e ha ripreso anzi a galoppare di nuovo, abbiamo scelto come criterio quello delle piccole cose per far fruire il più possibile gli spazi a chi partecipa agli eventi”.
Viterbo – La presentazione del programma del Natale in basilica
In sala, assieme a Temperini, anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, l’assessore comunale alla cultura Marco De Carolis, il direttore di Confartigianato Andrea De Simone e il sacerdote di Santa Maria della Quercia don Massimiliano Balsi.
”Sarà il Natale dei viterbesi – ha aggiunto Temperini –. I presepi sono stati portati da loro ed è stato anche un momento per confrontarci sulla viterbesita’ più autentica. Un presepe non è un oggetto ma la somma delle ore passato a crearlo”.
Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena
Gli eventi. Dall’8 dicembre, il giorno in cui verrà acceso anche l’albero a piazza del comune, al 6 gennaio. Tutti in basilica. Dai “100 presepi nel chiostro” alle messe, finì agli spettacoli dei ragazzi e al concerto del 19 dicembre.
“Riprenderemo – ha sottolineato don Massimiliano – le iniziative interrotte lo scorso anno a causa del Covid, nel rispetto delle normative e della situazione in corso”. “Una situazione che preoccupa – ha poi proseguito il sindaco – e per la quale dobbiamo assumere tutti i provvedimenti necessari per poter gestire al meglio le festività”. “Eventi – ha commentato De Carolis – dove la basilica e i suoi responsabili non sono mai mancati, sempre al servizio della città”.
Viterbo – La presentazione del programma del Natale in basilica
Infine, Andrea De Simone. “Il complesso del santuario della Quercia – ha concluso il direttore di Confartigianato – è uno dei simboli della città. L’anno scorso era un Natale di paura, quando la campagna vaccinale non era ancora stata avviata. Quest’anno forse faremo il Natale con le mascherine. Non ci potremo sorridere ma guardare negli occhi si’. E questo già di suo è un importante simbolo di speranza”.
Daniele Camilli
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