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Ambiente - Marzia Marzoli (Italia nostra) al flash mob organizzato all'Università agraria di Tarquinia: "Diciamo no anche agli altri 21 territori individuati nella Tuscia"

“I nostri boschi sono intatti da generazioni e non possono ospitare un deposito di scorie radioattive”

di Samuele Sansonetti
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Tarquinia – L’iter per la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi va avanti e la sezione Etruria di Italia nostra si oppone all’eventuale costruzione della struttura nella Tuscia.

Il prossimo passo avverrà il 15 dicembre, quando sarà pubblicata la proposta della Cnai (Carta nazionale aree idonee) tra quelle messe in discussione durante la fase di consultazione pubblica. Le aree potenzialmente idonee nella provincia di Viterbo sono ben 22, una delle quali si trova tra Tarquinia e Tuscania.


Tarquinia - Il flash mob all'Università agraria

Tarquinia – Il flash mob all’Università agraria


L’rea individuata come VT-25 – spiegano dalla sezione Etruria di Italia nostra – è posizionata a cavallo della Sp Dogana che taglia quasi perfettamente a metà la superficie totale dell’area di 361 ettari, ricadenti tra il comune di Tarquinia e quello di Tuscania, compresa l’area del centro aziendale dell’Università agraria e della Roccaccia che tutti conoscono per la bellezza della natura e la ricchezza di flora e fauna selvatica“.

Proprio il centro aziendale dell’Università agraria ha ospitato il flash mob di stamani, a cui hanno partecipato i cittadini e alcuni comitati locali.


Tarquinia - Il flash mob all'Università agraria - Marzia Marzioli

Tarquinia – Il flash mob all’Università agraria – Marzia Marzioli


Il nostro territorio e i nostri boschi sono intatti da generazioni e rischiano di essere distrutti dalla costruzione di un deposito nazionale di scorie radioattive – ha spiegato Marzia Marzioli, presidente della sezione Etruria di Italia nostra –. Basta guardarsi intorno per capire la pericolosità di questa proposta: siamo circondati dal verde, un verde che deve rimanere tale e non può ospitare una struttura del genere. La salute viene prima di tutto e dobbiamo opporci fermamente a questa ipotesi. Diciamo no anche all’eventualità della costruzione del deposito in uno geli altri 21 territori individuati nella Tuscia“.

Gli organizzatori, fanno sapere da Italia nostra, hanno predisposto una lettera da inviare alla Sogin (Società gestione impianti nucleari) e alle istituzioni coinvolte con tutte le firme dei partecipanti.

Samuele Sansonetti


Multimedia: Fotogallery: Il flash mob all’Università agraria


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5 dicembre, 2021

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