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Bruxelles - Il ministro del lavoro sloveno Janez Cigler Kralj: "Non possiamo accettare che le persone vivano ancora in condizioni di povertà"

Via libera del Consiglio dell’Ue al salario minimo europeo, ora partono i negoziati con il parlamento

di Edoardo Venditti
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Bruxelles – Via libera del Consiglio dell’Ue all’avvio dei negoziati per l’introduzione del salario minimo europeo.


Bruxelles - La sede del Consiglio dell'Unione europea

Bruxelles – La sede del Consiglio dell’Unione europea


L’ok alla misura del salario minimo, proposta nei mesi scorsi dalla Commissione europea, è arrivata al termine della riunione dei ministri dell’Ue per il lavoro e le politiche sociali e segna l’inizio dell’iter negoziale con l’Europarlamento. La proposta ha come obiettivo quello di imporre per legge il salario minimo, così da garantire condizioni di vita dignitose per tutti coloro che lavorano all’interno dei confini dell’Ue.

“Il lavoro dovrebbe pagare – ha commentato Janez Cigler Kralj, ministro sloveno del lavoro e delle pari opportunità, al termine della riunione -. Non possiamo accettare che le persone che mettono tutte le loro energie nel loro lavoro vivano ancora in condizioni di povertà e non possano permettersi un tenore di vita dignitoso. Questa legge sarà un grande passo avanti verso questo obiettivo”.

Il Consiglio dell’Ue fa sapere in una nota che stanno dunque lavorando non solo per individuare una retribuzione equa, ma anche per stabilire forme di protezione del salario minimo con controlli e ispezioni, informazioni facilmente accessibili, richiamo delle norme esistenti sugli appalti pubblici, diritto di ricorso e sanzioni per i datori di lavoro inadempienti.

La proposta prevede anche che ogni due anni gli stati dell’Unione riferiscano alla Commissione europea sul tasso di copertura della contrattazione collettiva sul livello dei salari minimi di legge e sulla quota di lavoratori che ne beneficiano. Sarà poi compito della Commissione valutare i dati e riferire successivamente al Consiglio e al Parlamento europeo. 

“Nell’Ue esistono grandi differenze tra gli stati membri nella copertura dei lavoratori da parte dei contratti collettivi e nel livello dei salari minimi – si legge nella nota del Consiglio -. Questo è anche l’effetto dei modelli molto diversi del mercato del lavoro negli stati membri. Pur rispettando queste differenze, il progetto di legge stabilisce un quadro procedurale per promuovere una migliore e più efficace protezione del salario minimo in tutti gli stati membri”.

Presente oggi alla riunione il ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando. “Oggi a Bruxelles, una giornata in cui l’Europa compirà in Consiglio un altro passo importante per l’introduzione di un salario minimo, per contrastare il lavoro povero e per la parità retributiva con il sostegno convinto italiano”.

Iniziano dunque ora i negoziati con il parlamento europeo per l’elaborazione di un testo finale.

Edoardo Venditti


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6 dicembre, 2021

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