Bruxelles – I reati d’odio sono fortemente aumentati negli ultimi anni in Europa, sia online che offline. Un fenomeno preoccupante, che durante la pandemia si è anche aggravato. Per questo la Commissione europea ha presentato oggi un’iniziativa per estendere l’elenco dei reati d’odio previsti dall’Unione.
Bruxelles – La Commissione europea
“Per affrontare questa sfida che riguarda tutta l’Unione europea, occorre un’azione comune”, si legge in una nota della Commissione . Bruxelles ricorda però che attualmente manca una base giuridica per configurare l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio come reati a livello comunitario. “È necessario ampliare l’attuale elenco dei reati previsti dall’Ue che figura nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea per stabilire norme minime comuni relative alla definizione dei reati e delle sanzioni applicabili in tutti gli stati membri dell’Unione”.
La Commissione spiega che l’incitamento all’odio si sta diffondendo rapidamente, che le ideologie su cui si basano questi reati possono svilupparsi a livello internazionale e che i contenuti d’odio possono essere rapidamente condivisi online. Secondo lo studio presentato oggi, il 52 per cento delle giovani donne e ragazze ha subito forme di violenza online, comprese minacce e molestie sessuali, mentre le persone con disabilità rischiano più di altre di essere vittime di reati violenti, compresi i reati generati dall’odio, e di subire molestie. Così come sono in aumento episodi di razzismo, xenofobia e bullismo.
Ora la palla passa al Consiglio che, previa approvazione del parlamento europeo, dovrà adottare all’unanimità una decisione che identifichi l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio come un’altra sfera di criminalità rispondente ai criteri di cui all’articolo 83, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Ue. La Commissione potrà poi successivamente proporre l’adozione di atti legislativi che stabiliscano norme minime relative alla definizione dell’incitamento all’odio e dei reati generati dall’odio e alle relative sanzioni, che dovranno essere adottate dal parlamento e dal Consiglio con procedura legislativa ordinaria.
“Oggi e in futuro, dobbiamo reagire con decisione ai problemi creati in tutta l’Ue dall’incitamento all’odio e dai reati generati dall’odio – ha commentato Didier Reynders, commissario europeo per la giustizia -. L’iniziativa odierna costituisce un passo importante per rispondere a livello europeo a queste minacce al pluralismo e all’inclusività. Non permetteremo che questo fenomeno indebolisca le nostre democrazie”.
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