Viterbo – Calci, pugni e tre poliziotti della penitenziaria finiti al pronto soccorso. Tre giorni fa al carcere Mammagialla di Viterbo sarebbe successo di tutto. Innanzitutto l’aggressione ai poliziotti. La terza nel giro di una settimana. E questa volta pare sia stata veramente dura.
Il detenuto, spiegano infatti i sindacati di polizia penitenziaria, “si era barricato dentro la sua cella, prima di iniziare a scagliare parti di sanitari contro il personale di polizia e cercando di ferirli con dei punteruoli fatti con una scopa. Dopo di questo – raccontano le sigle Sappe, Osapp, Sippe-Sinappe, Uilpa, Uspp, Fsn Cisl, Cnpp – il detenuto ha iniziato a incendiare l’interno della cella e con fatica, solo dopo ore, gli agenti sono riusciti a fermarlo, riportando anche un’intossicazione per via dei fumi che ha richiesto delle cure presso il pronto soccorso di Belcolle. In seguito anche il detenuto è stato sottoposto a delle cure e ubicato in un altro reparto. Va detto inoltre che il detenuto è uscito illeso grazie soprattutto alla professionalità degli agenti di polizia penitenziaria”.
Viterbo – Il carcere di Mammagialla
La scorsa notte, dunque, a Mammagialla ci sarebbe stata una vera e propria battaglia. Da una parte diversi poliziotti, sembrerebbe una decina. Dall’altra, il detenuto che si sarebbe chiuso nella sua cella, tentando di appiccare un incendio, cosa che avrebbe messo a repentaglio innanzitutto la sua stessa vita. Il detenuto, dopo aver tentato di ostacolare più volte gli agenti tirandogli addosso di tutto, sarebbe poi stato tratto in salvo proprio da quest’ultimi prima che l’incendio divampasse nella cella. L’ultima aggressione ai poliziotti era stata denunciata dai sindacati appena 4 giorni prima.
Viterbo – Il carcere di Mammagialla
La scorsa estate, il sovraffollamento a Viterbo era di 116 detenuti in più rispetto ai posti regolamentari. “Sarebbe opportuno – spiegano i sindacati – che le problematiche sollevate arrivassero all’attenzione del livello centrale. Servono nuove unità di personale, in quanto la situazione nel penitenziario di Mammagialla è sempre più critica e la carenza di agenti non consente di svolgere un servizio sereno”.
“La carenza organica – concludono infine i sindacati – rende anche difficoltoso gestire i detenuti psichiatrici che continuano a perpetrare comportamenti pericolosi per l’incolumità di chi lavora nel carcere, sfociati addirittura in tre aggressioni nel giro di poco più di sette giorni. Per questo ci aspettiamo che le nostre richieste vengano ascoltate e accolte tramite l’invio di nuove unità di personale”.
Daniele Camilli
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