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Cronaca - La denuncia del segretario dell'Uspp Lazio Canestrini, che parla anche di episodi accaduti a Mammagialla

“Carceri del Lazio sempre più violente, la polizia penitenziaria non ha strumenti per difendersi”

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Il carcere sempre più violento è aggressioni a non finire nei confronti della polizia penitenziaria, che rimane sempre più isolata e affogata nei problemi mai risolti da parte dell’amministrazione penitenziaria nella regione Lazio”. La denuncia dell’Uspp Lazio attraverso il segretario regionale Lazio Daniele Nicastrini a pochi giorni dai fatti accaduti ad esempio nelle carceri di Viterbo, Frosinone, Latina, Regina Coeli, ma anche tanti altri accaduti in questo anno 2021 in tutte le sedi del Lazio. 

“Questo avviene perché questa amministrazione naviga nel buio in sede regionale, dove di fatto non può fare nulla con un organico di agenti di oltre 700 unità in meno, dopo i tanti proclami all’indomani delle rivolte di Rieti, Frosinone, Velletri, Regina Coeli, Rebibbia Nuovo Complesso ecc. anche le intenzione del dipartimento Amministrazione penitenziaria si sono persi nel totale silenzio”. 

La popolazione detenuta presente supera 5550 rispetto ai 5160 posti disponibili, tra questi presenti ci sono decine è decine con disturbi della psiche o con problemi ancora più gravi, pronti a distruggere e mettere a ferro e fuoco un intero padiglione, come è accaduto qualche giorno fa a Viterbo, Frosinone addirittura con più detenuti pronti a fare di tutto. “Questo mette a grave rischio la polizia penitenziaria che non ha strumenti di difesa
ritrovandosi da soli dentro questi luoghi di sicura violenza. con decine di agenti rimasti feriti o scossi per la violenza subita in questo anno nella regione Lazio è senza che l’amministrazione abbia dato un accenno di vicinanza, solidarietà è attenzione a quanto avviene”.

Nel carcere non esiste solo il problema gravissimo dei violenti, ma anche di una difficoltà ad organizzare una macchina sempre più complessa raddoppiata per colpa della pandemia. “Per ogni detenuto bisogna prevedere – continua il sindacalista – la possibilità di accedere alle telefonate, colloqui anche attraverso videochiamate, la spesa del sopravvitto, sorveglianza per le visite mediche, interventi continui per soggetti che si autolesionano, per ferimenti, liti ecc. che essendo pochi lo stesso agente che si trova in questi servizi deve garantire anche tutti gli altri”. 

Nel 2021 sono stati oltre decine è decine gli interventi per evitare suicidi, ma anche interventi per evitare possibili atti violenti è illeciti dei detenuti nei confronti degli agenti. 

“In queste ore – aggiunge Nicastrini – abbiamo nuovamente inviato una nota alle autorità regionali è nazionali dell’amministrazione penitenziaria, che se non ci saranno urgenti risposte a questi problemi nel garantire la sicurezza è salute sui luoghi di lavoro al personale di polizia penitenziaria, attiveremo tutte le procedure di contestazione previste dalle leggi. Nel frattempo annunciamo che una delegazione Uspp Lazio il prossimo 14 dicembre è stata invitata con altre sigle sindacali dal sottosegretario alla Giustizia Sisto a un incontro presso la casa circondariale di Civitavecchia: Con l’occasione -conclude Nicastrini- esporremo tutte le problematiche che investe quella struttura e rappresentando la sensazione di abbandono che sta vivendo la polizia penitenziaria in senso assoluto sull’intero panorama regionale”.

Uspp Lazio


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13 dicembre, 2021

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