Viterbo – Alessandro Romoli nuovo presidente della provincia e Tuscia Democratica, la lista Pd e M5s, la più votata. Si è chiusa come da previsioni, la tornata elettorale più combattuta da quando l’ente è stato ridimensionato e votato non più da cittadini ma da amministratori locali. Romoli sale alla guida dell’ente con un ampio margine sul suo avversario Alessandro Giulivi. Ottiene il 65% dei consensi contro il 35%. Oltre il risultato delle sue due liste. Un esito che brucia ancora di più nel centrodestra.
Alessandro Romoli eletto presidente della provincia
Le liste: chi vince, chi perde
Tuscia Democratica ottiene 290 voti, che corrispondono a circa 36344 ponderati (più grande è il comune da cui proviene l’amministratore-elettore e più pesa), mentre Azzurri per la Tuscia, l’altra lista pro Romoli del suo partito Forza Italia, ottiene 131 voti (quasi 14mila ponderati). Sull’altro fronte, Fratelli d’Italia (Tuscia Tricolore) è a quota 123, ma supera gli azzurri sul ponderato (quasi 20mila), segno evidente che ha più amministratori in centri più grandi, a cominciare dal capoluogo. Per la Lega, con Prima la Tuscia, 71 voti, pari a oltre 14mila preferenze ponderate. La quinta in gara, Per i beni comuni ne ottiene 80 (9300 circa ponderati).
Centrodestra lacerato
Il primo commento a caldo ieri mattina una volta capito quale sarebbe stato l’esito, è che se tutto il centrodestra avesse corso unito avrebbe ottenuto una vittoria facile facile: “Senza bisogno d’allearsi col Pd”, diceva più di uno della Lega, a palazzo Gentili. Adesso, i comuni governati da FdI, FI e Lega tremano. Cadrà l’amministrazione comunale di Viterbo? Difficile dirlo. Ma tutti concordano che qualcosa dovrà accadere. Sabato mattina, il sindaco Giovanni Arena, accompagnato da Giulio Marini (FI) è stato il primo a votare, appena aperto il seggio. Ha fatto la sua scelta di uomo di partito, chissà cosa ne pensano gli altri, di partiti. Le segreterie si riuniranno, ma già oggi a palazzo dei Priori è convocata una commissione ed è saltata e domani c’è consiglio comunale. Ci vorrà poco a capire se di tempesta si tratta, ma solo in un bicchier d’acqua.
Al comune di Viterbo c’è una nuova maggioranza
Alvaro Ricci, capogruppo Pd, era pronto a scommettere che sarebbe finita, dal voto dei consiglieri comunali nel capoluogo, 15 per Romoli e 14 per Giulivi. Praticamente ci ha preso, perché è finita 15 a 13. C’è stata una scheda bianca. Qualcuno non ha votato. Chi sarà? La caccia al consigliere che è uscito dal seminato è aperta. Al centrodestra mancano preferenze, ieri circolavano nomi. L’idea è che i panni sporchi li laveranno nelle sedi dei rispettivi partiti. Chi ce l’ha. Solo un caso è già alla luce del sole ed è quello di Sergio Insogna (Fondazione) che pubblicamente ha già dichiarato di votare per Romoli e Tuscia Democratica. Niente colpi bassi.
Entrano i sindaci di Montefiascone e Civita Castellana
Il nuovo consiglio provinciale vede 5 componenti di Tuscia Democratica. Si tratta del presidente uscente e probabile prossimo vice, Pietro Nocchi, la confermata Lina Delle Monache e la nuova sindaca di Montefiascone, con Maurizio Palozzi ed Eugenio Stelliferi. Tuscia Azzurra riporta Giulio Marini, con la novità di Ermanno Nicolai, così come Tuscia Tricolore vede la riconferma di Gianluca Grancini e l’arrivo del primo cittadino di Civita Castellana Luca Giampieri. Prima la Tuscia porta a palazzo Gentili Stefano Caporossi e Stefano Zacchini, mentre per i beni comuni, il riconfermato Fabio Valentini.
Giuseppe Ferlicca
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