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– Nepi, “Io la mia vita non me la gioco”.
Si è tenuto oggi, 22 febbraio 2013, dalle 12,10, presso l’istituto Alessandro Stradella in via Roma, 71, l’evento conclusivo del progetto realizzato grazie al contributo della Regione Lazio e patrocinato dall’amministrazione comunale di Nepi.
Il progetto è coordinato dalle associazioni Codici e Confconsumatori, che si impegnano a contrastare e prevenire le diverse forme di devianze giovanili, in maniera specifica il fenomeno del bullismo. Hanno partecipato all’evento: Franco Vita, sindaco di Nepi, Bruno Coretti, assessore al bilancio, Patrizia Patrizi, preside dell’istituto Alessandro Stradella, Alessandra Coppola, responsabile Area progetti associazione Codici, Antonio Nobili, presidente Confconsumatori Viterbo.
Presenti inoltre tutti gli operatori che hanno realizzato gli interventi. Nel corso dell’evento il sindaco di Nepi, Franco Vita, consegnerà gli attestati di partecipazione a tutti gli studenti e verranno presentati gli elaborati finali prodotti dai ragazzi che hanno partecipato al progetto.
Il problema delle devianze giovanili e del bullismo purtroppo sono realtà sempre più diffuse negli ambienti scolastici e di aggregazione giovanili. E spesso le vittime non sanno a chi rivolgersi per uscire da una situazione che sembra irrisolvibile, per questo è necessario sviluppare un dialogo concreto sull’argomento, creare supporti e aiuti esterni.
L’obiettivo del progetto “Io la mia vita non me la gioco” è proprio quello di fornire ai ragazzi dell’istituto Alessandro Stradella di Nepi tutti gli strumenti utili per affrontare situazioni di violenza fisica o verbale, minacce e qualsiasi tipologia di vessazione appartenente al fenomeno del bullismo.
Nell’istituto sono stati organizzati diversi incontri con gli studenti, per analizzare il fenomeno nelle sue diverse sfaccettature, attraverso slides informative e il completo coinvolgimento dei ragazzi.
Secondo una recente indagine realizzata da Eurispes e Telefono Azzurro il 25% di bambini è vittima di violenza a scuola ed esercitata tra i compagni di banco: circa il 22% viene preso in giro ripetutamente, il 21 è spesso offeso senza motivo, il 10 % dei ragazzi è totalmente escluso dal gruppo e si sente solo. Si verificano spesso, nel 10% dei casi, episodi di danneggiamento di oggetti, furti nel 7,6% e minacce nel 5%.
E’ chiara, quindi, l’importanza di agire precocemente per prevenire fenomeni che potrebbero poi essere difficili da gestire in seguito. Un bullo, infatti, ha maggiori possibilità di sviluppare comportamenti devianti da adulto, così come un ragazzo vittima di violenza psicologica e/o fisica avrà maggiori difficoltà, in futuro, a sviluppare e a mantenere relazioni basate sulla fiducia.
Le associazioni Codici e Confconsumatori si sono impegnate in un progetto volto all’abbattimento delle diversità e delle intolleranze, contro la violenza e l’aggressività di cui troppo spesso sono invischiati i giovani, apparentemente senza motivo.
Riveste un ruolo molto importante in tale percorso anche il dialogo tra studenti, professori e genitori, in modo tale da costruire uno scambio costruttivo che possa giovare a tutti i soggetti interessati.
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