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L'opinione del sociologo -

Barzellette e cose reali

di Francesco Mattioli
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Francesco Mattioli

Francesco Mattioli

Viterbo – C’è la vecchia barzelletta di quel tizio che, naufrago, invoca l’aiuto del Signore. Prontamente, arriva un peschereccio a salvarlo, ma lui lo respinge, gridando: “No, grazie: tanto mi salva il Signore”; la scena si ripete con un elicottero, con un idrovolante e con una motovedetta. Finché le forze lo abbandonano e annega. Così, salendo in paradiso, costui si presenta di fronte al Signore e gli chiede: “Signore, Ti ho tanto pregato, perché non mi hai salvato?” E il Signore gli risponde sorpreso: “Ma come, ti ho inviato un peschereccio, un elicottero, un idrovolante, una motovedetta…”.

Lasciamo stare le barzellette e andiamo ai fatti veri, spesso tragici. La questione è che tra questa barzelletta – inno al paradosso e all’ignoranza – e certi episodi di questi ultimi giorni corre una sottile analogia.

“Tanto ci pensa la  Natura…”:

Il no vax che, allo stremo in terapia intensiva, rifiuta l’intubazione perché il Covid è solo una fastidiosa influenza e alla fine muore, che storia è? 

“Tanto conta il lavoro…”:

L’ineffabile signore che per lavoro è costretto a vaccinarsi, ma si mette i lacci al braccio per non  far fluire il vaccino nel suo corpo e alla fine si presenta al pronto soccorso con il braccio gonfio e nero rischiando l’invalidità permanente, che storia è?

“Quel che conta sono la libertà… e il voto”:

Il politico che, ammiccando ai voti di qualche milione di no vax, sostiene che le cose più importanti per un individuo sono la sua libertà e la sua privacy, mettendo evidentemente la sopravvivenza di quel tapino al terzo posto, che storia è?

“Quel che vale è la forma del diritto”:

Il feroce assassino che gira libero perché la sua detenzione presentava un “vizio di forma” e questo vizio (in genere, una fotocopia che si legge male o una discrepanza di un’ora nell’iter procedurale) appare come un grave vulnus alla giustizia, che storia è?

“Tanto conta il partito”:

E, per citare Tusciaweb, un’amministrazione che se ne va a casa da sola, non già perché ammette i suoi errori ma per una ripicca di partito, abbandonando al suo destino una città in tempo di Covid, ma anche di ripresa economica, che storia è?

Francesco Mattioli


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7 gennaio, 2022

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