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Viterbo - Società ricorre in appello contro Palazzo dei Priori - Intanto l'amministrazione che verrà dovrà fare i conti anche con il nuovo bando - Precedente scaduto da oltre tre anni

Surplus di rifiuti porta a porta, Gesenu insiste per 7,5 milioni di risarcimento

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I mezzi di Viterbo Ambiente

I mezzi di Viterbo Ambiente


Viterbo – (sil.co.) – Ancora in ballo il maxi risarcimento di 7,5 milioni di euro chiesto dalla Gesenu a Palazzo dei Priori per il surplus di costi sostenuti dalla società in seguito alla maggiore immondizia da raccogliere a causa del maggior numero di utenze rispetto a quelle contemplate nel vecchio appalto dei rifiuti. Intanto l’amministrazione che verrà dovrà fare i conti anche con il nuovo bando. Il precedente è scaduto da oltre tre anni. 

Lo scorso mese di settembre, il tribunale civile di Roma – secondo cui il numero delle utenze programmate nei documenti contrattuali sarebbe da considerarsi indicativo e il riferimento da prendere in considerazione sarebbe quello dell’importo di gara – si era espresso a favore della pubblica amministrazione.
 
Ma la società umbra ha impugnato la sentenza di primo grado e l’ultimo atto della giunta Arena è stato l’incarico legale, confermato all’avvocato Paola Conticiani, di resistere al ricorso in appello della società che gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo con la Cosp Tecnoservice, attraverso Viterbo Ambiente.

Sono intanto ancora sub iudice le contestazioni che Gesenu ha presentato nei confronti delle sanzioni applicate di volta in volta dall’amministrazione per una serie di servizi non svolti a regola d’arte, mentre Viterbo Ambiente continua a gestire l’igiene urbana attraverso il cosiddetto appalto ponte, scaduto il 31 agosto e ancora una volta prorogato.

Dal 2018 si è in attesa del nuovo bando per l’appalto del servizio. Un bando pluriennale da 60 milioni di euro, dieci l’anno, per 4 più 2 anni di gestione. Il precedente era da circa 50 milioni di euro per sei anni. 


Viterbo - Il centro di raccolta rifiuti al Riello

Il centro di raccolta rifiuti al Riello


Alle spalle un decennio di raccolta dei rifiuti

La Viterbo Ambiente Scarl è stata costituita il 23 maggio 2012 fra Gesenu (51%) e Cosp Tecno Service (49%). Gestisce il servizio di igiene urbana nel territorio del comune di Viterbo per un totale di circa 68mila abitanti.


Il 2014 annus horribilis della monnezza

Dai cumuli di immondizia nelle 56 isole ecologiche alla periferia del capoluogo al surplus del 13 per cento di utenze “porta a porta” rispetto a quelle previste dal contratto, scoperte dopo la distribuzione dei mastelli in centro.

Tra la primavera e l’estate del 2014, Viterbo Ambiente ha chiesto un adeguamento del canone: 622mila euro in più a marzo, per l’incremento del numero delle utenze servite, diventati 800mila euro in più a aprile, per un totale di 10 milioni e 700mila euro. Cifra rivista al ribasso (10 milioni e 100mila euro) dall’allora dirigente, secondo cui l’azienda non aveva tenuto conto, nel Pef in cui era previsto un rincaro del 13 per cento, del 10 per cento di rischio d’impresa a suo carico. 


La bega della monnezza sparsa a giro

Sin dall’inizio dell’appalto il servizio ha risentito del problema dell’abbandono dei rifiuti presso le isole di
prossimità, anche rifiuti speciali non assimilabili agli urbani e pericolosi, con danni in termini di igiene
ambientale, decoro urbano, sicurezza pubblica ed ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta
differenziata.


Foto-trappole contro gli zozzoni

D’intesa con la prefettura, a partire dalla seconda metà del 2017 sono state adottate due tipologie
di azioni che sono proseguite anche nel 2018.

Una è stata l’implementazione di un sistema di foto-trappole installate nelle zone più a rischio, monitorato congiuntamente da personale di Viterbo Ambiente e della polizia, ai fini della repressione dei fenomeni di abbandono illecito e sanzionamento, amministrativo e penale, dei soggetti responsabili.

L’altra è stato l’incarico da parte del comune di una serie di servizi integrativi al contratto di appalto riguardanti il potenziamento della raccolta  presso le isole di prossimità a partire dal 14 luglio 2017.


Rifiuti abbandonati in strada Riello

Rifiuti abbandonati in strada Riello (giugno 2021)


Differenziata al 57% nel 2018

Nell’arco di tre anni, tra il 2016 e il 2018, nonostante le difficoltà, nel capoluogo si è registrato un incremento della raccolta differenziata, arrivata a sfiorare il 58 per cento a fronte del poco più del 50 per cento iniziale. In particolare, secondo la banca dati Gesenu, nel 2016 la differenziata è stata del 51,4%, nel 2017 del 55,4%, nel 2018 pari al 57,81%. Decisamente inferiore, comunque, rispetto al comune di Montefiascone che, sempre secondo fonti della società, stava al 76,75%.


Contratto scaduto da tre anni

Tutti i servizi, unitamente ad altri servizi integrativi a quelli originariamente previsti nel contratto di appalto, dapprima autorizzati tramite determine dirigenziali, sono stati infine oggetto di un addendum al contratto di appalto.

Con specifico atto di sottomissione sottoscritto dall’amministrazione comunale e dall’Ati, il 24 luglio 2018 è stata formalizzata l’inclusione di tali servizi integrativi nel corpo del contratto, comportando un aumento del canone contrattuale pari a circa il 6,5%

Il contratto di appalto è scaduto il 16 settembre 2018 e attualmente l’Ati sta operando in regime di prorogatio fino all’espletamento della successiva procedura di affidamento.  


Saltato a luglio il project financing

La scorsa estate gli uffici di Palazzo dei Priori ha bocciato la proposta di iniziativa privata per il nuovo appalto pluriennale dell’igiene urbana formalizzata dalla Gesenu.

Il 9 luglio, in apertura di consiglio comunale, il sindaco Giovanni Arena ha letto la relazione del dirigente, contenente le ragioni del parere contrario. La proposta sarebbe stata priva di tutta una serie di documenti attestanti fattibilità tecnica, sostenibilità economica e coerenza con l’interesse pubblico del project. 


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4 gennaio, 2022

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