Viterbo – (sil.co.) – Picchia la compagna e per poco non finisce a coltellate col figlio intervenuto per difenderla, sarà processato per direttissima il 27 gennaio per lesioni e maltrattamenti in famiglia.
Poteva finire in tragedia. Imputato un uomo d’origine polacca arrestato il 14 novembre, due giorni prima che un connazionale uccidesse il figlioletto a Vetralla.
Davanti al giudice per la convalida è comparso lo scorso 15 novembre, il giorno prima che a Vetralla un connazionale 45enne uccidesse il figlioletto di 10 anni con una coltellata alla gola. Lui ha 59 anni, risiede a Viterbo fa una quindicina di anni ed è stato arrestato la domenica precedente.
Sarebbe potuta finire in tragedia. Tornando a casa completamente ubriaco, il 59enne avrebbe percosso la compagna 54enne e poi minacciato con una forchetta il figlio 36enne che, temendo per la vita della madre, avrebbe afferrato un coltello rivolgendolo verso il patrigno.
Polizia a piazzale Gramsci – foto di repertorio
La madre a quel punto si sarebbe messa in mezzo, riuscendo a scongiurare il peggio, scappando ferita lungo le scale e chiamando in soccorso il 113, con le volanti che si sono precipitate in zona porta Fiorentina, nel capoluogo. La donna è finita al pronto soccorso di Belcolle, dove è stata medicata con una prognosi di sette giorni. Il marito in manette.
La violenta lite in famiglia è esplosa all’ora di cena in una palazzina di piazzale Gramsci. Il fermo è stato convalidato due mesi fa dal giudice Elisabetta Massini, per il reato di lesioni, ma l’uomo deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia, per cui è stato invece denunciato a piede libero.
E’ emerso che avrebbe aggredito la moglie mentre stava seduta col figlio sul divano a guardare la televisione. Interrogato dal giudice, ha detto di non ricordare niente dell’accaduto e negato di avere mai aggredito la compagna.
In cucina la polizia ha trovato la forchetta usata dall’arrestato per minacciare il 36enne, nella camera del figliastro il coltello a serramanico. Sarebbe stata la 54enne a convincere i due uomini a posare le armi prima che finisse peggio.
Il figlio si sarebbe messo in mezzo dopo che il patrigno per l’ennesima volta avrebbe aggredito la madre. In particolare avrebbe sferrato due schiaffi alla moglie, tornando a casa completamente ubriaco, mentre lei e il giovane stavano guardando la televisione seduti sul divano.
Il pubblico ministero ha chiesto che l’arrestato venisse sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento e del divieto di avvicinamento alle parti offese. Il giudice, convalidando il fermo per il solo reato di lesioni, mancando la flagranza per i maltrattamenti in famiglia, lo ha rimesso in libertà in attesa del processo, invitandolo a stare alla larga dagli alcolici.
Il processo per direttissima, per entrambi i reati, è stato rinviato al prossimo 27 gennaio su richiesta della difesa, che nel frattempo potrà valutare l’opportunità di ricorrere a riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato.
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