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Roma - Il sottosegretario Francesco Battistoni (FI) ai deputati della commissione Agricoltura

“Filiera ovicaprina, abbiamo adottato misure per dare pieno sostegno al comparto”

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Francesco Battistoni

Francesco Battistoni


Viterbo – “Il piano strategico nazionale prevede tipi di interventi sotto forma di pagamenti diretti e un regime di aiuto volontario per gli agricoltori, che si concretizza in un pagamento aggiuntivo al sostegno di base del reddito, in ragione dell’elevato livello di ambizione climatica e ambientale.

I regimi ecologici, anche detti ecoschemi, sono infatti concepiti per andare oltre i criteri obbligatori già previsti.

Mi preme evidenziare che la cosiddetta architettura verde della Pac è delineata secondo la strategia unitaria da attuare con strumenti distribuiti tra primo e secondo pilastro, tale impostazione di base implica la necessità di evitare un doppio finanziamento tra pagamenti diretti e regimi ecologici; pertanto, nella definizione delle misure si è prestata attenzione ad agevolare la complementarità degli interventi in modo da offrire il massimo vantaggio ai potenziali beneficiari”.

Così il sottosegretario Mipaaf Francesco Battistoni, ieri, in risposta ad un’interrogazione parlamentare in commissione Agricoltura a Montecitorio, relativamente alle misure di sostegno del Psn agli allevamenti ovicaprini.

“Sono stati definiti cinque ecoschemi – ha spiegato Battistoni ai deputati della commissione -. Il primo organizzato su due livelli riguarda la riduzione degli antibiotici in allevamento e il benessere animale.

Il primo prevede il rispetto di soglie minime di impiego del farmaco. Il rispetto delle soglie viene verificato tramite il sistema Classifarm per ogni singolo allevamento.

Sono ammissibili al sostegno di bovini da latte i bovini da carne, i bovini adulti, i vitelli da latte, i bufalini, gli ovini, i caprini ed i suini. Al secondo, che sostiene il livello semi brado o che pratica pascolamento, sono ammessi al pagamento solo gli allevamenti che aderiscono al sistema di qualità nazionale e benessere animale al pascolo e quelli certificati per la zootecnia biologica. Alcune deroghe possono essere previste per gli allevamenti di piccole dimensioni a condizioni che i controlli per l’attività di pascolo e allevamento semi brado siano effettuate dalle amministrazioni regionali provinciali.

Complessivamente le risorse a disposizione per l’ecoschema benessere animale ammontano a 376 mln euro, il 41,5% del budget.
Tenuto conto delle diverse realtà allevatoriali si è inteso attivare una linea unitaria per la filiera vacca vitello, mentre per l’allevamento ovicaprino, in ragione dell’altissimo utilizzo della misura 14 dei PSR, si è deciso di adottare un approccio integrale che prevede sia l’utilizzo dello strumento ecoschema su utilizzo del farmaco veterinario sia del corrispondente intervento climatico ambientale, con cui si prevede di compensare impegni differenziali tra regioni, ma col comune obiettivo del miglioramento del benessere animale. Per queste ragioni il livello due, dell’ecoschema benessere animale, prevede la non cumulabilità dell’aiuto col corrispondente intervento sul benessere animale, mentre il livello uno dell’ecoschema sui farmaci prevede la cumulabilità con l’intervento sul benessere animale finanziato dal Feasr”.


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21 gennaio, 2022

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