Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Come portavoce comunale del Movimento 5 Stelle di Civita Castellana voglio ribadire la nostra piena aderenza ai valori ed alle finalità perseguite dai biodistretti, secondo quanto stabilito dalla legge regionale n. 11 del 12 luglio 2019,che li disciplina.
In particolare, ciò che concerne la valorizzazione e la conservazione delle risorse naturali, la salvaguardia dell’ambiente per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, la valorizzazione dei prodotti locali dalla produzione alla commercializzazione, avendo come obiettivo l’incremento della produzione biologica. Molto importante è anche il ruolo che gli viene attribuito per la promozione delle attività eco compatibili collegate all’agricoltura biologica quale l’offerta di prodotti biologici nella ristorazione pubblica e collettiva, la vendita diretta, la filiera corta, l’attività agrituristica, il turismo rurale, l’ecoturismo e quello enogastronomico. Come pure di enorme rilievo è il ruolo che hanno i biodistretti per la promozione, lo sviluppo e utilizzo di risorse energetiche rinnovabili e comunità energetiche.
Tuttavia, quello che oggi siamo chiamati a votare, non è l’appartenenza o meno al biodistretto o l’aderenza agli ideali ed ai fini che un biodistretto deve perseguire.
Bensì la proposta di un nuovo statuto relativo alla trasformazione dell’attuale Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, da associazione a fondazione di partecipazione. Parliamo quindi di aspetti prettamente giuridici. Le nostre perplessità si riferiscono ad una serie di punti ben precisi legati alla proposta di statuto della fondazione di partecipazione ovvero:
1) Assenza dell’assemblea di partecipazione come organo deliberativo composto da tutti i soci partecipanti o da un numero rappresentativo. In sostanza è tutto accentrato nelle mani del Consiglio Direttivo, compresa l’approvazione del bilancio che sarebbe di competenza dell’assemblea deliberativa;
2) Assenza del collegio di revisori ovvero l’organo contabile che vigila sulla gestione finanziaria della fondazione stessa, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di bilancio ed effettua le verifiche di cassa. Questo punto è, o almeno dovrebbe essere, di particolare interesse per i Sindaci in quanto, la gestione fondi sia pubblici che privati, è soggetta al controllo da parte della Corte dei Conti. La stessa Corte, che in audizione al Parlamento il 20 gennaio 2010 in merito alla finanza locale, ha detto che troppo spesso il ricorso da parte di Enti Locali alla costituzione di fondazioni per la gestione di alcuni settori come il turismo, sanità, istruzione ecc. rappresenta un potenziale abuso della personalità giuridica che consiste nel ricorso ad organismi no-profit per mascherare attività economiche svolte a fine di lucro anche se strumentali al perseguimento di fini istituzionali;
3) Tutte le attività di controllo di cui sopra sono accentrate nelle mani dell’organo di controllo che avrà il ruolo di verificare il corretto operato del Consiglio Direttivo. Organo di controllo, monocratico, nominato a sua volta dal direttivo medesimo. In sostanza il controllato nomina il controllore…;
4) Mancanza di chiarezza nella parte in cui, secondo quanto emerso nell’assemblea pubblica tenuta nella sala consiliare del Comune di Civita Castellana in data 26 gennaio 2022, le associazioni, le aziende agricole o chiunque altro fosse interessato a diventare membro partecipante del Biodistretto deve necessariamente aderire all’associazione che è identificata come socio promotore;
5) Non è quantificato l’ammontare e la tipologia di contributo dovuto dai Comuni e dai singoli aspiranti soci, sia nella fase della costituzione (e quindi per la composizione del fondo di dotazione), sia per le quote annuali dovute. L’articolo 15 prevede invece l’esclusione dalla fondazione per “grave e reiterato inadempimento dell’obbligo di effettuare le contribuzioni ed i conferimenti previsti dal presente statuto”,
6) Non risultano essere indicate ne’ le modalità con cui i Comuni esprimeranno i loro rappresentanti nel consiglio direttivo, né come tale composizione possa essere rimodulata in caso di ingresso nel Biodistretto di ulteriori Enti Locali;
7) In definitiva, la scelta della forma giuridica della fondazione di partecipazione per la costituzione di un Biodistretto, ancorché prevista dalla normativa, appare limitante con quanto disciplinato dall’articolo 3 comma 1 della legge regionale n. 11 del 12 luglio 2019 poiché quest’ultima legittima pienamente la partecipazione dei privati nel Biodistretto mentre la giurisprudenza, ancorché poco chiara ed univoca sul tema delle fondazioni di partecipazione, sembra limitare fortemente la presenza dei privati nella gestione.
Inoltre contesto anche l’iter di approvazione dello statuto da parte del nostro ente in quanto oggi apriamo la discussione in commissione con la premessa fatta dal sindaco all’assemblea del 26 gennaio nella quale è stato ribadito che tutto è già pronto e non si accetteranno modifiche. Pertanto viene azzerato il ruolo del consigliere comunale.
Credo che tutte queste perplessità tecnico/giuridiche siano sufficienti a giustificare il nostro non accoglimento della proposta di statuto.
Valerio Biondi Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle – Gruppo Movimento 5 Stelle di Civita Castellana
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