Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il tour infinito dell’immondizia, ovvero provate a differenziare se ce la fate.
Partiamo con i fatti. Dovevo smaltire tre sacchetti (non pieni) con residui di cemento, otto barattoli di vernice vuoti e cavi elettrici.
Come da indicazioni di Viterbo ambiente circa le raccolte straordinarie domenicali arrivo il 16 gennaio alle 7,30 all’ecocentro del Riello. Posso conferire solo i cavi elettrici mentre per il resto del materiale gentilmente vengo invitata a recarmi a Grotte Santo Stefano all’Ecocentro (18 cholometri).
Lunedì 17 alle 9,30 sono all’ecocentro di Grotte Santo Stefano, un addetto mi fa scaricare i barattoli di vernice. Mentre mi appresto a scaricare il cemento mi viene detto che li non è possibile smaltirlo. Chiedo “come posso smaltirlo?” e ottengo questa risposta: “Siccome il cemento è indurito faccia tutti piccoli pezzi e lo butti nell’indifferenziata a casa”. Rimango sbigottita e rispondo irritata che non era possibile smaltire in questa maniera e solo a quel punto il collega presente interviene dicendo: “Ma lo vuoi dire alla signora che ha deve andare da Danti? Chiedo dove fosse Danti e mi dicono di andare sulla Veientana dalla ditta Danti.
Riprendo i sacchetti (pesanti e senza aiuto) di cemento e arrivo da Danti (24 chilometri). Arrivo da Danti sperando di terminare qui l’odissea e all’ingresso dell’azienda mi fermano e mi dicono: “Il Comune di Viterbo paga la società Viterbo ambiente che gratuitamente deve smaltire il cemento, io non dovrei prenderlo perché non me lo fanno riutilizzare (infatti vi era una montagna di rifiuti vari), quindi se lo vuole smaltire qui lo deve pagare al chilo.
Con 5 euro mi sono tolta da torno il cemento consapevole che il mio cemento continuerà aa inquinare. Ritorno a Viterbo (9 chilometri) e dopo un totale di 51 chilometri mi domando: ma se tutti i viterbesi facessero così, quanto ci costerebbe questa immondizia, scarichi auto, usura gomme, carburante, 5 euro e lo stress?
Alessandra Croci
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