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Viterbo - Il questore Giancarlo Sant'Elia durante la piantumazione di un ulivo nel Giardino della fraternità a porta della Verità - Il funzionario di polizia è morto il 10 febbraio del '45 nel campo di concentramento di Dachau - FOTO

“Salvò 5mila ebrei dal genocidio, Giovanni Palatucci è un eroe dei nostri tempi”

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Viterbo - La cerimonia in onore di Giovanni Palatucci al giardino della Fraternità

Viterbo – La cerimonia in onore di Giovanni Palatucci al giardino della Fraternità


Viterbo – Un ulivo per Giovanni Palatucci, giusto tra le nazioni per aver salvato dal genocidio molti ebrei. L’albero è stato piantato nel Giardino della fraternità di porta della Verità, luogo particolarmente significativo per Viterbo. Alle 11 di questa mattina, giovedì 10 febbraio.

“Qui davanti – ha ricordato il questore Giancarlo Sant’Elia – c’è il civico 19, dove tre ebrei viterbesi non hanno avuto la stessa fortuna di chi è salvato da Palatucci: sono stati deportati ad Auschwitz. Il loro sacrificio è ricordato dalla presenza di tre pietre di inciampo”.

Palatucci, questore di Fiume, è morto 76 anni fa. Proprio il 10 febbraio del 1945, nel campo di concentramento nazista di Dachau. Riconosciuto giusto tra le nazioni, è stato insignito della medaglia d’oro al merito civile e proclamato servo di Dio dalla chiesa cattolica. 



“Palatucci – ha ripercorso il questore Sant’Elia – è stato un funzionario di polizia durante gli anni bui della seconda guerra mondiale. Profondamente religioso e propenso ad aiutare il prossimo, dopo le leggi razziali ha deciso di contrastare la deportazione degli ebrei. Ne ha salvati 5mila. Ma, scoperto dai nazisti, è stato arrestato e deportato nel campo di concentramento di Dachau dove è morto di stenti. Il suo corpo è stato gettato in una fossa comune. Palatucci è un eroe dei nostri tempi e il suo nome è stato anche scalfito sul memoriale sacro a Gerusalemme”. 

Per ricordare il suo sacrificio, nel parco della Verità, accanto all’ulivo, è stata apposta una targa alla memoria.

Presenti, oltre al questore Sant’Elia, il prefetto Giovanni Bruno, i comandati provinciali di carabinieri e guardia di finanza, Andrea Antonazzo e Andrea Pecorari, e la commissaria del comune di Viterbo Antonella Scolamiero. Ma anche rappresentati della comunità ebraica e gli studenti del liceo Paolo Ruffini.

Rivolgendosi direttamente ai ragazzi il questore Sant’Elia ha detto: “Oggi è stato piantato un ulivo, simbolo di insegnamento e ammonimento per voi giovani. Dobbiamo ricordare Palatucci, un uomo considerato un eroe perché si è donato per salvare gli altri”.

Ha sottolineato l’importanza della storia la commissaria Scolamiero. Poi ha rimarcato la scelta del luogo. “Significativo – ha spiegato – per le pietre d’inciampo che sono di fronte e per la presenza della scuola che è dietro. Ogni volta che gli studenti vedranno questo ulivo, ricorderanno”.


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10 febbraio, 2022

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