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Agricoltura - Interviene Stefano Polacchi, responsabile del gruppo di lavoro politiche agroalimentari di Viterbo 2020

“Sul prezzo del latte si accolgano le richieste degli allevatori”

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Stefano Polacchi

Stefano Polacchi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sul prezzo del latte si accolgano le richieste degli allevatori e si protegga il comparto dai rincari delle materie prime.

La questione del prezzo del latte sta diventando, per gli allevatori del Viterbese, un problema immenso che mette a serio rischio la sopravvivenza di tante aziende agricole che pure hanno sostenuto investimenti enormi di capitali ed energie.

Di fronte a una situazione di rincari generali sia delle materie prime che dell’energia elettrica e nonostante la elevata qualità degli allevamenti italiani e locali in particolare, i principali player del commercio del latte non riconoscono agli allevatori neppure un centesimo di aumento mentre il latte al dettaglio continua ad aumentare.

Nonostante durante la pandemia gli agricoltori siano stati osannati come gli eroi che garantivano cibo – al pari dei medici che garantivano cure – nessuno si è mai preoccupato a livello istituzionale di portare i grossi gruppi come la GDO e le Centrali del latte (gran parte del latte viterbese va alla Centrale di Roma) a riconoscere la qualità del latte e a remunerare gli allevatori.

Le associazioni di categorie chiedono – giustamente – un aumento di 8 centesimi al litro. Noi crediamo che questa richiesta debba essere fatta propria dalle istituzioni. Crediamo che chi lavora la terra debba essere retribuito il giusto, mentre fanno profitti solo i grossi commercianti e distributori.

Siamo, come spesso accade in Italia, all’emergenza!  Ma non può andare avanti così. Se da una parte va risolta e subito la crisi attuale, occorre però anche pensare da subito una diversa politica agricola.

La qualità del latte non può essere misurata solo in grassi e proteine, ma anche in nutrienti e differenziata a seconda del tipo di alimentazione.

Hanno cominciato a capirlo in Francia e in Svizzera, perché in Italia non si muove nulla?  Il Comune in materia agricola non ha molte competenze, ma sarebbe sicuramente importante un’azione di stimolo e di esempio tale da sviluppare una diversa consapevolezza sia da parte degli agricoltori che delle loro associazioni e delle istituzioni, Regione in primis.

Anche perché basta vedere l’effetto che ha avuto un provvedimento anche sacrosanto come il finanziamento del km0: solo che – parlando di latte – quel 50% lo ha avuto esclusivamente la GDO che invece di valorizzare e remunerare la qualità del latte locale lo ha “promosso” a metà prezzo. E nulla è arrivato a chi la terra la lavora, a chi deve acquistare mangimi e razioni alimentari per animali aumentati del 30-40%.

Un appello da raccogliere senza ulteriori indugi per salvare un’eccellenza del territorio.

Stefano Polacchi
Responsabile del gruppo di lavoro politiche agroalimentari e valorizzazione
delle eccellenze enogastronomiche Movimento Civico Viterbo 2020


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11 febbraio, 2022

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