Roma – Il consiglio dei ministri dà il via libera alla riforma del consiglio superiore della magistratura (Csm) e dell’ordinamento giudiziario messa a punto dalla ministra della giustizia Marta Cartabia.
Roma – Palazzo Chigi
Il consiglio dei ministri era convocato per questa mattina alle 11 ma, a quanto si apprende, sarebbe iniziato con circa un’ora e mezza di ritardo per via di approfondimenti sul testo della riforma richiesti da alcune forze della maggioranza. L’incontro è poi durato circa un’ora.
La riforma introduce restrizioni maggiori per le toghe che assumono incarichi politici e amministrativi. Da quanto emerso nella bozza, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che hanno svolto incarichi apicali nei ministeri o incarichi di governo non elettivi (come capi di gabinetto, capi dipartimento, segretari generali nei ministeri) al termine di queste esperienze per tre anni non potranno svolgere funzioni giurisdizionali. La loro destinazione sarà decisa dai rispettivi organi di autogoverno. Lo stesso varrà anche per i magistrati che si sono candidati in politica ma non sono stati eletti.
I componenti del consiglio superiore della magistratura tornano a essere trenta. Venti di questi verranno scelti dai magistrati, dieci dal parlamento. Per quanto riguarda invece l’elezione del Csm, la riforma individua un sistema elettorale misto basato su collegi binominali. Non sono previste le liste, ma candidature individuali.
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