Cronaca – Sale alle stelle la tensione tra Ucraina e Russia. Mentre continuano i tentativi delle diplomazie europee per evitare un conflitto nell’Europa dell’est, questa mattina si sono registrati alcuni scontri tra le forze di Kiev e i separatisti filorussi del Donbass lungo la linea di contatto.
Crisi in Ucraina
Entrambe le parti si accusano a vicenda di aver dato inizio alle scaramucce, mentre comincia a spirare un vento sempre più concreto di guerra. I separatisti filorussi del Donbass, la regione che si è staccata unilateralmente dall’Ucraina nel 2014, hanno accusato le forze ucraine di averli attaccati con colpi di mortaio, mitragliatrice e lanciagranate. Secondo la loro versione dei fatti, i separatisti si sarebbero trovati a dover rispondere al fuoco di Kiev.
Da perte loro, invece, le forze ucraine hanno negato le accuse di aver sparato per prime e hanno invece denunciato un attacco dei separatisti filorussi. Secondo quanto affermato da Kiev, i proiettili esplosi dei separatisti del Donbass avrebbero colpito anche un asilo a Stanytsia Luhanska, provocando il ferimento di due civili e l’interruzione di corrente in alcune parti della città.
Se al momento non è ancora chiaro quale delle due parti abbia premuto per prima il grilletto, di certo non è meno complicata la questione del presunto ritiro delle truppe russe dalla Crimea. La notizia dello stop delle esercitazioni militare di Mosca nella regione e il rientro dei soldati è stata data ieri dalle autorità e dai media russi. In un primo momento è stata accolta con cauto ottimismo, in attesa che venisse confermata. Ma la conferma della notizia alla fine non è arrivata. “Non vediamo ancora nessun segnale di una de-escalation da parte di Mosca”, ha commentato ieri il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.
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