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Racconta la tua storia - Viterbo - Laura Rosati scrive a Tusciaweb: "Non posso entrare in reparto perché non ho il super green pass, ma chi lo dice che chi è vaccinato non ha il virus in forma asintomatica?"

“Mia sorella ha il Covid, preso dopo un’operazione e io nonostante il tampone negativo non posso farle visita”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Operata per un tumore a Belcolle, contrae il Covid durante la degenza.


Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle


Mia sorella è stata ricoverata a Belcolle per un problema all’intestino. Ovviamente prima di essere ricoverata ha fatto il tampone all’interno dell’ospedale (come da prassi sia rapido, sia molecolare) ed è risultata negativa.

Le hanno trovato un tumore all’addome ed è stata operata d’urgenza. Da un giorno all’altro questa cosa ha sconvolto la mia vita, quella dei nostri genitori e delle nostre famiglie. Dopo l’operazione è stata portata in rianimazione e in seguito al reparto di chirurgia.

Ancora non sono riuscita ad andarla a trovare, perché, non essendo vaccinata, l’ospedale mi vieta di entrare e andare a reparto. Ho chiesto più volte se era possibile entrare con un certificato di tampone negativo, anche molecolare, ma la risposta è sempre stata negativa.

“Per il bene dei pazienti” possono entrare solo persone con super green pass…

Mia sorella ha contratto il Covid, è risultata positiva al tampone in data 20 febbraio 2022. A trasmettergli il virus può essere stato soltanto un operatore sanitario, un infermiere, un dottore, o qualche persona esterna entrata con super green pass per stare vicina a familiari o amici ricoverati.

Tutto ciò è assurdo, ho rischiato di non vedere mai più mia sorella e, adesso che posso abbracciarla, l’ospedale nega l’ingresso a me con un certificato di tampone molecolare negativo e fa entrare persone che potrebbero avere il Covid e dunque contagiare i pazienti all’interno.

L’obiettivo delle regole deve essere quello di tutelare e proteggere le persone, non di discriminare qualcuno. È giusto applicare delle restrizioni in un periodo del genere a patto che abbiano il fine di evitare contagi. Ed è giusto proteggere, anche spesso isolando, le persone ricoverate nei reparti della struttura.

Qui si parla di malati gravi, dunque chiunque interagisca con loro deve essere assolutamente certo di non aver contratto il virus, e, ad oggi, l’unica cosa che si avvicina a questa certezza è un tampone negativo.

Queste restrizioni sembrano preoccuparsi più di discriminare qualcuno piuttosto che proteggere le persone, in questo caso malati, gravi, che possono veramente peggiorare con il Covid ma anche con qualsiasi tipo di batterio o influenza.

Non voglio stare qui a discutere se sia giusto o meno vaccinarsi, non è questo il motivo della lettera, semplicemente far riflettere su questo aspetto troppo spesso non tenuto in considerazione.

Le persone vaccinate che non hanno fatto il tampone possono essere positive asintomatiche (o con sintomi lievi) al Covid e dunque possono contagiare chiunque, perciò trovo assurdo che in un ospedale, dove sono ricoverate persone in precarie condizioni di salute, non vengano effettuati controlli con tamponi, ma venga richiesto solo il certificato del vaccino, che non tutela assolutamente le persone all’interno.

In tutto questo mia sorella adesso è ricoverata al reparto Covid, pur non essendo entrata in ospedale con il virus.

Sono preoccupata perché ha subito in operazione importante a seguito di un tumore, e ha bisogno di cure diverse da un malato di Covid.

Laura Rosati


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22 febbraio, 2022

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