Viterbo – Violenza sessuale su minore e stalking aggravato ai danni di una ragazzina di tredici anni.
Per questo da venerdì 18 febbraio si trova agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico un quarantenne residente in un centro della provincia di Viterbo. La misura di custodia cautelare è stata disposta su richiesta della Dda di Roma, competente per questo tipo di reati, in seguito alla denuncia dei familiari della vittima. Oggi l’interrogatorio.
Il presunto maniaco, tra agosto e settembre, avrebbe tentato in più occasioni di adescare l’adolescente incontrandola per strada, al fine di commettere abusi sessuali, importunando ripetutamente la minorenne e infine invitandola anche a salire a bordo della propria vettura, allo scopo di avere con lei approcci di natura sessuale, motivo per cui è accusato di violenza su minore.
Indagini dei carabinieri
L’adolescente, terrorizzata dalle avances da parte di un adulto che poteva essere suo padre, si sarebbe presto confidata coi familiari, in particolare con la madre e col fratello maggiore, che hanno poi sporto denuncia ai carabinieri.
Il quarantenne, in base a quanto emerso, avrebbe ammiccato, sorridendo con fare equivoco alla vittima, e avrebbe tentato di avvicinarla, incontrandola per strada, facendo apprezzamenti sul suo aspetto, del tipo “quanto sei bella, sei bellissima”, fino all’episodio clou dell’invito esplicito a salire in macchina assieme a lui, in seguito al quale è scattata la denuncia.
La tredicenne avrebbe rivelato ai congiunti di essere perseguitata e vittima di molestie a sfondo sessuale da parte del quarantenne. La madre e il fratello avrebbero tentato entrambi, inutilmente, di scoraggiare l’arrestato affrontandolo direttamente, prima di passare alla querela, sfociata nella misura di custodia cautelare dei domiciliari a carico del presunto maniaco.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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