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Economia - Parlano Merlani (Camera di commercio), Saggini (Unindustria), Belli (Ance), e Palamides (Tecla)

Un help desk per le imprese dedicato alle conseguenze della guerra russo-ucraina…

di Daniele Camilli
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Bombardamenti in Ucraina

Bombardamenti in Ucraina


Viterbo – “Confindustria ha aperto un help desk per le imprese dedicato alle conseguenze della guerra russo-ucraina. Un numero e un canale mail per supportare gli associati, molti dei quali non sanno come muoversi”. A dare la notizia è il presidente di Unindustria Viterbo, Sergio Saggini. Ed è il primo passo fatto dall’associazione degli industriali per affrontare le conseguenze immediate della guerra alle porte dell’Europa che sta facendo tremare il mondo oltre che morire e mettere sul lastrico centinaia di migliaia di persone dall’altra parte del vecchio continente.  

Un passo fatto innanzitutto per informare. In un contesto dove fino al 2019 le frontiere, soprattutto quelle economiche, sembravano dover essere state cancellate per sempre o quanto meno attenuate. Invece prima la pandemia Covid e adesso la guerra ricordano a tutti che barriere, confini e muri sono più forti e alti del previsto. Con qualcuno che, in molti casi in giro per il pianeta, intende abbatterli a colpi d’artiglieria.

“A prescindere dagli aspetti economici – ha poi detto Saggini – siamo vicini al popolo ucraino e profondamente preoccupati dal punto di vista delle conseguenze umanitarie di quanto sta accadendo”.


Viterbo - Sergio Saggini

Sergio Saggini


Una guerra iniziata da pochissimi giorni. Una guerra “lampo”, così si crede. L’ennesima. Il secondo importante scenario di guerra che si apre in Europa da trent’anni a questa parte. Dopo la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda. A partire dai Balcani e dalla ex Jugoslavia. In un contesto internazionale, quello attuale, dove le superpotenze sono più di due. Sempre Russia (ex Unione sovietica) e Stati Uniti, ma anche Cina, India, Israele. Con il nord Africa in pezzi e il Medio oriente in ebollizione.

“Per quanto riguarda le aziende della Tuscia – prosegue Sergio Saggini -, i contraccolpi maggiori potrebbero esserci per il distretto della ceramica di Civita Castellana. Anche se le esportazioni verso la Russia erano già di suo limitate a causa della svalutazione del rublo che ha reso difficile vendere sul mercato russo già prima della guerra con l’Ucraina”.

“Dai dati che abbiamo – aggiunge Saggini – tranne il caso di qualche azienda che ha uno showroom direttamente in Ucraina, la Russia non rappresenta un paese dove le nostre ceramiche esportano molto. Va detto però che è un mercato dove puntano ad investire nel prossimo futuro. Almeno finora. Anche per quanto riguarda le esportazioni del Lazio, risulta che la Russia rappresenta il 2,1% dell’intero export regionale”. 

Il problema vero, al momento, resta invece quello del costo dell’energia “che – ha sottolineato Saggini – per le nostre ceramiche è fondamentale. I mercati però, forse ‘sperando’ in una guerra lampo, hanno ripreso vigore e il prezzo del gas è rallentato, dopo aver fatto registrare un rialzo fino al 56% nella seduta precedente, tornando poi sotto quota 100 euro al megawattora”.


 

Camera di commercio - Domenico Merlani

Domenico Merlani


Una situazione quindi ancora incerta. In attesa, innanzitutto, che il conflitto finisca il prima possibile. Per poi passare alla conta dei danni, in uno scacchiere internazionale molto fluido con conseguenze, nel medio periodo, che possono andare ben oltre il dato economico. Se non addirittura sfuggire di mano. 

“Sulle esportazioni potrebbero esserci dei problemi, ma il quadro non è ancora chiaro – ha detto il presidente della Camera di commercio Viterbo-Rieti, Domenico Merlani -. La conseguenza immediata è invece quella dell’impatto sui costi dell’energia. Questa mattina ho fatto il pieno di benzina con la macchina e ho pagato 20 euro in più rispetto ai giorni scorsi. Anche il gas, in queste settimane, è aumentato del 70%. Non solo, ma le aziende non si aspettavano una precipitazione degli eventi così rapida. Pensavamo tutti che la diplomazia avrebbe avuto il sopravvento sulla guerra, ma così non è stato”.


Economia - Stefania Palamides, presidente di Unindustria Viterbo

Stefania Palamides


Anche per la presidente della sezione ceramica di Unindustria e General manager della Tecla, Stefania Palamides, “è difficile fare una previsione in questo momento. Bisogna vedere innanzitutto quali saranno le sanzioni. Fermo restando che le aziende della ceramica non hanno grandi relazioni con Russia e Ucraina. In questo momento siamo soprattutto preoccupati per le conseguenze umanitarie del conflitto”.


Viterbo - Andrea Belli

Andrea Belli


In provincia di Viterbo, così come nel capoluogo, la popolazione di origine ucraina rappresenta quasi il 5% dell’intera popolazione straniera. In tutta la Tuscia le persone di nazionalità ucraina sono 1045 (781 donne e 264 uomini). A Viterbo sono in tutto 300 (223 donne e 77 uomini). I cittadini russi presenti in provincia di Viterbo sono 164 (137 donne e 27 uomini). Nel capoluogo sono 48 (41 donne e 7 uomini).

“Quello che sta succedendo – ha commentato il presidente di Ance, Andrea Belli – è già una tragedia a prescindere. I danni economici ci saranno poi sicuramente. Basta pensare che dipendiamo dal gas russo. Per quanto riguarda l’edilizia viterbese, non credo ci saranno conseguenze nell’immediato. I problemi potrebbero arrivare invece con l’aumento dei costi dei materiali e il clima di depressione psicologica della gente che non aiuta certo ad acquistare una casa nuova o ad avvalersi dei bonus”.

Anche sul fronte degli operai impiegati nei cantieri, l’impatto dovrebbe essere piuttosto limitato. “Il grosso dei lavoratori dei cantieri – ha concluso Belli – provengono dalla Romania, dall’Albania e dalla Macedonia. Paesi a ridosso dell’Ucraina da cui però, molto probabilmente, dopo la guerra arriveranno diversi lavoratori. E dobbiamo essere pronti ad accoglierli”.

Daniele Camilli


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28 febbraio, 2022

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