L’Unitus con i colori della bandiera dell’Ucraina
Viterbo – L’università della Tuscia tende la mano all’Ucraina perché, afferma, “in un momento del genere non sono sufficienti le parole”. Eppure l’ateneo viterbese, nel dirsi “vicino agli amici delle università ucraine, alle loro famiglie e a tutto il popolo ucraino”, ha condannato senza mezzi termini “l’atto di guerra intrapreso dalla Russia che si configura – mette nero su bianco in un comunicato – come un vero e proprio attacco alla libertà e alla democrazia costituzionale, valori fondanti dell’Unione europea, della repubblica italiana e della nostra università”.
L’Unitus è pronta ad accogliere studentesse e studenti ucraini e, come visiting, ricercatrici e ricercatori, professoresse e professori, donne e uomini del personale tecnico-amministrativo. Per fare questo è stato “stanziato – fa sapere – un fondo straordinario di 200mila euro, come deliberato dal consiglio di amministrazione”.
“L’accademia – afferma l’ateneo della Tuscia – è una comunità sovranazionale che unisce e sostiene gli sforzi di ricerca e studio di milioni di persone libere, mettendo in contatto le diversità che da fattore di diffidenza e incertezza diventano elemento di ricchezza e di sviluppo per tutti. Nelle nostre aule, nei nostri studi e nelle nostre biblioteche continueremo a servire e a difendere, attraverso l’insegnamento e la ricerca, la pace, il dialogo e l’incontro tra i popoli”.
L’auspicio dell’Unitus è “che sia cessata ogni tipo di violenza al più presto e siano ripristinate le condizioni per una pacifica convivenza dei popoli europei”. Da venerdì sera la chiesa di santa Maria in Gradi, all’interno dell’università, si illumina di blu e giallo, i colori della bandiera dell’Ucraina.
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