Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La manifestazione di ieri a Viterbo, teoricamente contro la guerra, ha nuovamente palesato la natura imbelle, inconcludente e succube dell’ideologia borghese del movimento pacifista.
Viterbo – Il volantino di Tuscia in Lotta
Quando un provocatorio, quanto a priori organizzato, gruppo di ultranazionalisti ucraini, appoggiati da similari georgiani, dopo una serie di interventi guerrafondai e di incitamento all’odio etnico si impadroniva letteralmente del microfono solo la ferma, consapevole e determinata presenza delle compagne e dei compagni di Tuscia in lotta, con slogan e presa di posizione internazionalista giustamente dirompente, con i propri mezzi, ha impedito che l’iniziativa si trasformasse nell’esplicito appoggio ad uno schieramento imperialista opposto all’altro.
Quando non si ha una chiara analisi dello stato borghese come organo dell’oppressione di classe, quando non si comprende l’imperialismo come una precisa fase del capitalismo, quando non si capisce che il totalitario dominio sociale del capitale genera l’impersonale sistema mondiale del terrore in cui siamo immersi si cade inevitabilmente, volenti o nolenti, nell’apologia di questa putrida società.
Ecco così la stantia retorica della pace che, in questo regime, è la pace sociale della “normalità” dello sfruttamento, della morte, della precarietà, della miseria. Ecco la solita, borghesissima (non gli entra proprio in testa) Costituzione garante di questo orribile vivere incivile. A questa palude democraticista opponiamo, saldi e consapevoli, la necessità dell’internazionalismo proletario, sola via di uscita da ogni conflitto, per questo, come già scritto nel nostro volantino, rendiamo onore a quei proletari ucraini e russi che manifestano contro la guerra e disertano dalla difesa della Patria.
Contro ogni guerra imperialista, per la lotta di classe internazionale, per la rivoluzione sociale.
Tuscia in Lotta
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