Viterbo – “Chiudete il cielo sopra l’Ucraina, salvate i nostri bambini”. Questo uno degli slogan ripetuti in piazza della Repubblica dalla comunità ucraina viterbese. Oggi alle 15 la manifestazione contro la guerra. Un raduno pacifico in cui si sono alternati testimonianze e appelli. Tra i presenti anche Peppe Sini del Tavolo per la pace, storica figura del movimento pacifista e non violento.
Tra i primi a prendere il microfono c’è Natascia Voiedylo. “Non c’è più posto nei cimiteri in Ucraina, muoiono troppe persone – afferma -. Noi chiediamo di chiudere il cielo, chiediamo la no fly zone. Siamo a un passo dalla guerra atomica. Abbiamo una delle centrali più grandi d’Europa e se scoppia è la fine del mondo”.
Ci sono poi Marco Testa e la moglie Paily Alla che sono rientrati proprio ieri dall’Ucraina. “Non si può più vivere lì – spiega Marco Testa -. I bambini sono abbandonati in strada come cagnolini. I governi parlano solo, ma non fanno niente”.
La moglie Paily a stento trattiene l’emozione. “Due giorni fa hanno bombardato un centro dove erano stati accolti mamme e bambine. Ora non ci sono più. Per favore aiutateci. Aiutateci a fermare questo pazzo di Putin”.
“Il nostro popolo è molto unito, siamo uniti e forti – continua a raccontare Paily -. Appena passi la frontiera ti danno molto aiuto. Ti offrono cibo, vestiti, sim del telefono per rintracciare i parenti. Voglio solo concludere dicendo che il nostro presidente Zelensky è la nostra bandiera. Lui è la nostra forza”.
Tra gli slogan ripetuti in piazza anche “Putin assassino”, “Putin terrorista”.
Il microfono passa poi a Gregorio Policaro che da cittadino nato e cresciuto a Viterbo vuole esprimere la sua vicinanza alla comunità ucraina. “Qui in Italia abbiamo ancora simpatizzanti di Putin – afferma -. Non lo posso capire. Io sono qua non per protestare perché mi posso chiudere il gas, ma perché sono entrati in uno stato indipendente e lo stanno bombardando. Oggi siamo qua per l’indipendenza di un paese”.
A prendere la parola verso il termine della manifestazione anche Peppe Sini. “Quale mondo lasciamo ai nostri figli se ancora oggi è possibile che un dittatore scateni questa guerra? Che mondo lasciamo ai nostri figli se vittime innocenti muoiono sotto le macerie? Noi siamo una sola famiglia umana, fatta di popoli. La guerra distrugge la terra, fermiamola”.
In ultimo Sini lancia il suo appello per fare di più. Un appello alle istituzioni, ma anche alla città di Viterbo: “Il mondo può fare molto di più. E dobbiamo farlo. Purtroppo però chi preside i destini del mondo preferisce essere accanto a un dittatore. Sono venuto qui sperando di trovare tutta Viterbo. È un peccato che non sia così, ma non fa niente ci siamo noi. C’è l’Ucraina che rappresenta tutta l’umanità”.
Maurizia Marcoaldi
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