Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Rocciatori contro idraulici: ubriachi, li riempiono di botte e li rapinano. A processo tre operai, vittime gli artigiani. Movente, una strombazzata di troppo per avere svoltato senza freccia a bordo di un furgone rosso.
Al via il processo ai tre operai originari del Molise arrestati poco dopo le 17 del 13 gennaio 2021 dai carabinieri di Castel Sant’Elia che stavano dando la caccia a un furgone Fiat Daily di colore rosso in seguito a un doppio allarme scattato nel giro di pochi minuti, quando hanno chiamato la centrale operativa il vicesindaco Ezio Darida e una delle due vittime.
Un posto di controllo dei carabinieri – foto d’archivio
“Gli occupanti del furgone, completamente ubriachi, avevano fatto prendere uno spavento a quelli della tabaccheria che avevano preso il numero di targa, per cui, conoscendo benissimo il comandate della stazione, non ho perso tempo e l’ho chiamato subito”, ha spiegato Darida, sentito come testimone al processo in cui il terzetto deve rispondere di rapina, lesioni e danneggiamento.
Imputati tre “rocciatori”, tutti italiani, componenti di una squadra che stava lavorando su una frana avvenuta in paese.
Nel frattempo al 112 è arrivata anche la richiesta di soccorso di uno dei due idraulici picchiati e rapinati. “Stavamo andando a riparare una caldaia, quando ci siamo trovati davanti il furgone rosso degli aggressori che andava a zigzag, come se alla guida ci fosse un ubriaco, e che a un certo punto ha svoltato all’improvviso senza mettere la freccia, per cui gli abbiamo suonato il clacson”, hanno spiegato le parti offese, due cugini che viaggiavano sulla stesso mezzo.
“Arrivati dal cliente, ce li siamo trovati dietro inferociti. Sono scesi dal furgone e ci hanno aggredito, i due più bassi si sono avventati sul passeggero, quello più alto ha imboccato verso lo sportello lato guida”, hanno proseguito.
Il passeggero è riuscito a divincolarsi e scappare mentre gli mettevano le mani addosso e rifugiarsi presso un’officina, da dove ha chiamato i carabinieri. Il conducente ce le ha prese, con una prognosi di 7 giorni.
“Inoltre – ha spiegato l’idraulico – uno di loro ha rotto con un pugno il finestrino tentando di strapparmi il cellulare, mentre dai sedili posteriori hanno portato via la cassetta degli attrezzi e anche un trapano elettrico per un valore di circa 300 euro”, ha proseguito.
I “gentiluomini”, prima di scappare, hanno fatto un regalo al cliente dei due idraulici, che nel frattempo era uscito di casa, cercando di fare da paciere, seppure da dietro il cancello: “Mi hanno voluto dare per forza una cassetta di arance, che ho preso per quieto vivere, pensavo fossero fruttivendoli”, ha detto in aula.
Il furgone con a bordo il terzetto di ubriachi è stato bloccato poco dopo dai carabinieri poco fuori il paese, nei pressi di una fabbrica dove nel frattempo avevano parcheggiato.
“Quando ci hanno visto, uno ha preso la cassetta degli attrezzi dal furgone e l’ha buttata per strada urlando ‘non è la mia, ce l’avete messa voi'”, ha spiegato uno dei militari che hanno operato il fermo.
Gli imputati, per i quali è stato disposto il giudizio immediato, sono finiti agli arresti domiciliari. Il processo riprenderà a settembre per sentire un altro carabiniere e l’esame dei tre operai. che avranno l’occasione di fornire la propria versione dei fatti.
– Ubriachi accerchiano un furgone, riempiono di botte due persone e le rapinano
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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