Viterbo – “Attendiamo un grande flusso di profughi, ma la situazione è sotto controllo”. È il risultato dell’incontro convocato oggi pomeriggio a palazzo del governo in piazza del comune a Viterbo dal prefetto Giovanni Bruno per delineare “un modello di accoglienza – ha detto Bruno – rispettando le direttive che abbiamo avuto con il Dcpm”.
Viterbo – L’incontro in prefettura sull’emergenza profughi dall’Ucraina
Punto di partenza essenziale, l’informazione. “Conoscere – hanno spiegato i funzionari della prefettura – il fenomeno nel modo più dettagliato possibile per poter affrontare nel migliore dei modi possibile i flussi che potrebbero arrivare sul nostro territorio”.
E in tale direzione la prima richiesta riguarda le anagrafi dei comuni. “Abbiamo chiesto – proseguono dalla prefettura – quanti sono attualmente i cittadini di origine ucraina residenti sui territori di ogni singolo comune. Innanzitutto perché chi arriverà dall’Ucraina quasi sicuramente prenderà contatto con queste famiglie. Dopodiché chi già si trova sul nostro territorio potrebbe essere utilizzato come mediatore culturale”.
Richiesta di comunicazione che riguarda anche le persone che arriveranno dall’Ucraina. “Vanno comunicati alla prefettura nomi, età e dove sono stati ospitati”.
Viterbo – L’incontro in prefettura sull’emergenza profughi dall’Ucraina
Alla riunione convocata dal prefetto hanno partecipato i sindaci della Tuscia, la protezione civile regionale, i comandanti delle forze dell’ordine e la Croce rossa. Assieme ai sindaci anche il commissario straordinario del comune di Viterbo Antonella Scolamiero.
I residenti ucraini sul territorio della Tuscia sono attualmente 1045, di cui 313 sulla città di Viterbo. I nuovi arrivi non superano invece, secondo i dati messi a disposizione dalla questura, le 36 presenze. Sul territorio nazionale gli arrivi si attestano attorno alle 20 mila persone in tutto. “Numeri ancora piccoli”, ha precisato il prefetto.
Quali sono le strutture su cui poter fare affidamento per poter gestire i flussi in arrivano dalla guerra in Ucraina? “La protezione civile regionale – ha Giulio Fancello, uno dei funzionari della protezione – è di supporto alle prefetture. Per la provincia di Viterbo non ci sono ancora i numeri per attivare l’intervento. Provvediamo a esigenze alloggiative e per coloro che non trovano sistemazione nel sistema Cas”.
Giulio Fancello della protezione civile
Per il momento la protezione civile ha attivato un solo centro su Roma, “con centinaia di posti a disposizione”, ha aggiunto Fancello che si è collegato ok line con la riunione. “Non prevediamo altri centri nelle provincie. Se in una di queste non si dovesse riuscire a far fronte tramite i Cas, la soluzione è contattarci e noi ci attiveremo subito”.
Fondamentale fare i tamponi prima di chiedere accoglienza al centro. “Il tampone – ha sottolineato il funzionario della protezione civile – va fatto entro 48 ore dall’attivo sul territorio nazionale. I tamponi per i profughi ucraini sono gratuiti”.
Aperta anche un’unità di crisi da parte della Asl di Viterbo.
“Abbiamo aperto un’unità di crisi – ha detto il disaster manager della Asl, Alessandro Menghini -. Abbiamo pronte le prime procedure e sviluppato una rete capace di dare risposta attraverso il sistema ospedaliero del territorio. Tutti i distretti stanno creando ambulatori operativi ad orari, per tutta la settimana in base alle richieste”.
Annamaria Urti del provveditorato agli studi di Viterbo
Gli ambulatori verranno attivato a Civita Castellana, Tarquinia, Acquapendente e Belcolle a Viterbo. Per quanto riguarda i tamponi, “abbiamo attivato – ha aggiunto Menghini – un numero di telefono ad hoc per indirizzare le persone al drive più vicino”.
Tutto pronto anche sul fronte scuola. “Ci aspettiamo molto bambini – ha detto Annamaria Urti del provveditorato agli studi di Viterbo -. Quattro di loro dovrebbero entrare già in un paio di scuole della provincia mentre sulla città di Viterbo si stanno già coordinando i dirigenti scolastici di 5 istituti comprensivi. Il problema più significativo è la mediazione linguistica, anche se i dirogenti scolastici si stanno già attivando cercando disponibilita’ tra i cittadini di origine ucraina. Sono infine arrivati – ha concluso Urti – anche i finanziamenti del ministero per ampliare gli sportelli di ascolto psicologico all’interno degli istituti”.
Daniele Camilli
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