Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Sono tornata a casa da poco con le mie, ora, amiche ucraine. Questura, Asl, servizi sociali. Parole incomprensibili, le mie, le loro. Il bambino ci aspetta a casa, con mio marito. Ha sei anni, ha lasciato suo padre, i suoi nonni, il suo mondo ormai non più mondo. Il piccolo e mio marito hanno trovato un linguaggio comune, gli scacchi. E poi gli sguardi, l’affetto, un pallone e sospiri di speranza.
Domenica arriverà la piccola cuginetta di un anno e la sua mamma. Il papà no.
Rimarranno qui con noi il tempo che serve a chi comanda le cose del mondo per capire che la guerra non può più essere la via.
Sono tornata a casa e ho visto le immagini della guerra, poi dell’assemblea Onu dove Ucraina e Russia si accusano reciprocamente di menzogne, con tanto di foto, ho sentito la retorica della guerra, sempre quella, immutata e stantia, di Zelensky e di Putin. E ho provato vergogna.
Ci siamo guardate, con le lacrime trattenute, senza nessuna parola. Consolate dalla gentilezza di poliziotte e poliziotti, impiegate e impiegati, del dirigente scolastico e delle maestre che subito, tra mille difficoltà, hanno accolto e protetto. Consolate dalla generosità di amiche e amici, mobilitati e subito pronti.
Ascolto l’esperto di geopolitica. Capisco e non comprendo. Abolire la guerra, questa è la via.
Patrizia
Racconta la tua storia – le storie dei lettori
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Storie di sogni realizzati o di cocenti rese alla vita. Storie normali di vita quotidiana vostre, dei vostri familiari, dei vostri amici.. Storie che spesso si raccontano tra amici, ma che abbiano un valore paradigmatico. E possano essere interessanti per tutti. Insomma raccontante le vostre storie a Tusciaweb.
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