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Nove arresti tra Roma e la Tuscia - 130 chili di stupefacenti sequestrati tra cocaina, marijuana e hashish - L'uomo si trova nel carcere di Regina Coeli a Roma

Detenzione e spaccio di droga, uno dei malviventi preso a Viterbo

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Viterbo – Detenzione e spaccio di droga, uno dei malviventi arrestato a Viterbo.


Polizia


E’ stata trovata a Viterbo una delle nove persone arrestate durante l’operazione della squadra di mobile di Roma coadiuvata dal reparto prevenzione crimine, dall’Upgsp e dalla squadra mobile di Viterbo. L’uomo si trova nel carcere di Regina Coeli a Roma.

L’ordinanza di custodia cautelare per lui e per le altre 8 persone coinvolte è stata emessa dal gip del tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Gli arresti sono avvenuti a partire dalle prime ore di ieri mattina. In nove sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e alla cessione e detenzione ai fini di spaccio.

Ammonta a 130 chili la quantità di droga trovata e sequestrata: 5 chili di cocaina, 43 chili di marjuana e 82 chili di hashish.

Le indagini della Dda ha fatto emergere “gravi indizi di colpevolezza a carico dei suddetti, circa la loro appartenenza ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”. Il gruppo sarebbe composto da elementi di nazionalità italiana e albanese operante prevalentemente nella zona di Acilia. Proprio in alcuni bar nella zona di Acilia sarebbero stati soliti riunirsi. 

Stando a quanto ricostruito la droga sarebbe stata trasportata a bordo di autovetture intestate a terze persone, poi nascosta in case o box nella disponibilità di alcuni indagati per essere, infine, ceduta ad altri spacciatori. Per lo stoccaggio venivano usate varie basi logistiche tra cui un seminterrato in zona Torrevecchia che fungeva da “magazzino centrale”.

“Alcuni di questi soggetti  è stato messo in evidenza nella nota della questura di Roma – erano già emersi in precedenti attività d’indagine della locale squadra mobile, seguite poi da un’Ordinanza applicativa di misure cautelari personali, richiesta dalla Procura capitolina ed emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, che avevano disarticolato alcune piazze di spaccio nelle zone di Torpignattara e Marranella”.

Stando agli elementi raccolti, sarebbero intercorsi stretti rapporti “tra il fornitore dell’associazione attiva a Torpignattara e un soggetto albanese conosciuto nel panorama criminale romano per i legami con Z. A. e D. E., elementi apicali delle organizzazioni criminali albanesi attive a Roma, in particolare in zona Acilia”, che hanno consentito “di individuare una ulteriore compagine criminale di matrice albanese, dedita al traffico e allo spaccio di stupefacenti”.

Mancherebbe all’appello una persona con un ruolo di spicco nell’organizzazione criminale: si tratterebbe di un albanese al momento irreperibile sul territorio nazionale e ricercato all’estero che, stando a quanto riportato dalla nota della questura di Roma “si avvaleva della collaborazione non solo di connazionali – deputati al confezionamento, stoccaggio e spaccio dello stupefacente, alle consegne e alla tenuta della contabilità – ma anche di cittadini italiani, spesso acquirenti con compiti di ‘retta’ o fornitori”.


 – Droga, 9 arresti tra Roma e Viterbo – Sequestrati 5 chili di cocaina, 43 di marjuana e 82 di hashish


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 marzo, 2022

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