Mario Draghi
Roma – “Se non aiutiamo l’Ucraina finiamo per giustificare gli autocrati, a partire da Hitler o Mussolini”. Queste le parole alla Camera del presidente del consiglio Mario Draghi nella replica dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo sulla guerra in Ucraina.
“Se non si garantiscono aiuti, difendiamo il paese aggressore. Dovremmo accettare che gli ucraini perdano il loro paese e accettino la schiavitù – ha detto il premier -. È un terreno scivoloso che ci porta a giustificare tutti gli autocrati, tutti coloro che hanno aggredito paesi inermi, a cominciare da Hitler e da Mussolini. Non ci sono scuse per chi aggredisce. Non ci sono scuse”.
“Noi cerchiamo di fare la pace, lo facciamo fino alla fine – ha aggiunto il presidente del consiglio -. Macron telefona a Putin non so quante volte a settimana, ma bisogna essere in due per fare la pace”.
“Le speranze di una forte ripresa economica si affievoliscono e su questo occorre una risposta europea sul piano economico, della difesa e dell’energia – ha spiegato Draghi -. Tutto questo richiede un ripensamento a livello europeo e nazionale sull’energia. Voglio rimarcare che il ripensamento, per quanto riguarda le rinnovabili, non può essere che verso un maggiore investimento. Bisogna diminuire la dipendenza energetica attraverso la diversificazione in due direzioni cercando altri fornitori e aumentando gli investimenti nelle rinnovabili”.
“Questo è un continente che ha privilegiato il lavoratore nel suo sviluppo – ha concluso -. Il mercato unico è stato un grande progetto di eliminazione delle frontiere accompagnato dalla protezione del lavoratore e degli standard produttivi e lavorativi. Angela Merkel diceva che l’Europa ha il 15% della popolazione mondiale, il 25% del prodotto mondiale e il 55% della protezione sociale mondiale. Non possiamo rinunciare ai nostri standard. Ora occorre una risposta congiunta, come nel caso del Next generation Eu”.
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