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Viterbo - L'attore Massimo Ghini all'incontro di ieri a Valle Faul in cui è stato ricordato il regista Giorgio Capitani

“Non ho fatto il maresciallo Rocca e ci sono rimasto male…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Non ho fatto il maresciallo Rocca e ci sono rimasto male”. L’attore Massimo Ghini ieri a Valle Faul, all’auditorium della Fondazione Carivit, per ricordare e celebrare Giorgio Capitani, regista e sceneggiatore, autore della fiction Il maresciallo Rocca, con Gigi Proietti e Stefania Sandrelli. “Un lavoro – ha salinato il console del Touring club Vincenzo Ceniti – che ha valorizzato Viterbo molto più di decenni di politiche turistiche per la città”.


Viterbo - L'attore Massimo Ghini

Viterbo – L’attore Massimo Ghini


Ad organizzare l’iniziativa il Touring e la moglie di Capitani, Simona Tartaglia. In sala ci sono anche Paolo Gasparini e Massimiliano Pazzaglia, rispettivamente Banti e Alfano nel maresciallo Rocca. Ci sono poi il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo e i colleghi Maurizio Iannaccone e Daniele Tramontana che, all’epoca, gli anni ’90, seguirono tutte le riprese accompagnando il cast per Viterbo. “Una città – così la definì Capitani ricordato in un bel video realizzato dall’associazione culturale La tua Etruria – dove ogni angolo è diverso -. Dove ogni angolo è una città nella città.


Viterbo - L'incontro del Touring club in ricordo di Giorgio Capitani

Viterbo – L’incontro del Touring club in ricordo di Giorgio Capitani


“Non ho fatto il maresciallo Rocca e ci sono rimasto male”, ha esordito Ghini, scherzando, ma ripetendolo più di una volta. “Sono stato ripagato poi in maniera eccessiva – ha proseguito – perché venni chiamato da Giorgio Capitani per fare papa Giovanni XXIII. Con buona parte della Rai che non mi voleva. Un film che mantiene un record ancora imbattuto, 16 milioni di ascoltatori e il 51% di share”. “La Rai non mi voleva – ha aggiunto Ghini – perché dicevano che la mia faccia somigliava a quella di un bagnino di Ostia. Invece Giorgio insistette perché invece cercava uno che non avesse una faccia da prete. Per interpretare al meglio il papa più politico della storia. Fosse stato ancora vivo – ha concluso l’attore – si sarebbe messo in prima fila”, riferendosi a quanto sta accadendo con la guerra in Ucraina.


Viterbo - Simona Tartaglia

Viterbo – Simona Tartaglia


Tra il pubblico c’è anche la candidata sindaca di Viterbo 2020, Chiara Frontini. Simona Tartaglia farà parte della sua lista elettorale. 


Viterbo - L'incontro del Touring club in ricordo di Giorgio Capitani

Viterbo – L’incontro del Touring club in ricordo di Giorgio Capitani


A ricordare Capitani anche Gasparini e Pazzaglia. “Per le riprese del maresciallo Rocca lavoravamo tutto il giorno. Poi alla sera andavamo a fare il bagno alle terme, alle pozze che si trovano in mezzo alla campagna di Viterbo. Un clima straordinario che alla fine ha contagiato tutti, cosa visibile anche dalla fiction”.


Viterbo - L'attore Massimo Ghini

Viterbo – L’attore Massimo Ghini


Ad intervenire anche il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini. “Giorgio Capitani – ha ricordato il Mecarini – era ambasciatore del Sodalizio. Un’onoreficenza che gli abbiamo voluto conferire per aver valorizzato il Trasporto della macchina di Santa Rosa e aver fatto conoscere Viterbo in tutto il mondo”. In una delle puntate della seconda serie si vedono infatti i facchini e la girata a piazza del comune, così come la Macchina che risale via Cavour. “E lo fa in senso opposto – ha fatto notare Mecarini – rispetto al percorso. La Macchina nella fiction va in salita, non in discesa. Il che la rende ancor più suggestiva, richiamando anche la salita che porta alla basilica chiudendo il trasporto”. La Macchina di Santa Rosa che per Capitani esprimeva il sentimento popolare della città.


Viterbo - Vincenzo Ceniti, Simona Tartaglia e Massimo Ghini

Viterbo – Vincenzo Ceniti, Simona Tartaglia e Massimo Ghini


Ed è stato proprio “l’amore per la città – come ha sottolineato Tartaglia – che ha portato le scene del maresciallo Rocca a Viterbo. Giorgio era una persona che viveva per gli attori e per le persone cui donava le sue storie. Per Giorgio vivere a Viterbo era come vivere in una fiaba”.

Daniele Camilli


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25 marzo, 2022

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