Viterbo – (p.c.) – Forse non tutti sanno che nella prima metà del secolo scorso, fuori Porta Faul, esisteva la fabbrica di mattonelle della famiglia Barelli. A raccontarci la sua storia è stato Francesco Barelli detto Checco, classe 1929, figlio di Giulio Barelli, scomparso il 28 giugno dello scorso anno. Lui ha abitato a Roma fino all’età di circa sette anni e poi si è trasferito a Viterbo in via Faul numero 14, accanto al mattatoio comunale e di fronte all’officina del gas, dove ha continuato ad abitare fino al 1958 prima di trasferirsi definitivamente a Bolsena.
Suo nonno si chiamava Giacomo ed aveva la fabbrica in strada Terme, poco prima della cosiddetta Fontana del Boia, e ci lavoravano moltissimi operai.
Qui si producevano le mattonelle dette ‘marmette’, fatte con la graniglia delle pietre delle cave di marmo, quadrate di due misure da 20 cm e 25 cm, e poi c’erano i “marmettoni”, ugualmente quadrati ma più grandi da 30 cm e 40 cm.
Gli avanzi dei marmisti venivano impastati col cemento 500 a lenta presa e messi negli stampi ad essiccare. Le mattonelle venivano fatte a mano, una per volta, con lo stampo in ferro fatto dal fabbro. Molti lavori venivano realizzati da mano d’opera femminile. Per fare le “greche” ci voleva molta pazienza. Checco Barelli, tra le tantissime cose, disse a Barbara Bastianini e Silvio Cappelli, autori del libro “Ciliegie e catrame. Gente di Faul”, che nella fabbrica ci lavorò anche la cosiddetta “Caterinaccia” mamma di Alfio Pannega. Tutto questo e tantissimo altro all’interno del libro composto da 352 pagine, tantissime foto, e diverse centinaia di note a piè di pagina.
L’opera intitolata “Ciliegie e catrame. Gente di Faul. L’Officina del Gas di Viterbo, il Mattatoio comunale, il Facocchio, la Fabbrica di mattonelle e il Vivaio del Consorzio agrario provinciale a Viterbo” è praticamente una ricerca archeologica-industriale e antropologica sugli insediamenti produttivi, e sulla gente, presenti in questa parte della città di Viterbo dalla metà dell’Ottocento fino al 1985.
Verrà presentata per la prima volta mercoledì prossimo alle 17,30 nei locali di Unindustria in Via Faul n. 17 nell’ambito del festival della parola e del pensiero ideato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Sarà presente anche il chiarissimo docente universitario Piero Innocenti Ambasciatore del Sodalizio Facchini di Santa Rosa con titolo conferitogli il 10 settembre 1999.
Il prossimo incontro dei Pirati della bellezza
Barbara Bastianini e Silvio Cappelli – Ciliegie e catrame. Gente di Faul – Ore 17,30 Auditorium Unindustria, via Faul 17, Viterbo.
INGRESSO GRATUITO – Ai primi 40 partecipanti all’incontro verrà donato il libro Ciliegie e catrame. Gente di Faul.
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Chi sono Barbara Bastianini e Silvio Cappelli
Silvio Cappelli Giornalista dal 1994 e studioso di storia locale da sempre. Ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza a contatto diretto con la “Gente di Faul” conosciuta principalmente attraverso la bottega di “facocchio” della sua famiglia. Autore e curatore di diverse pubblicazioni di storia locale. Si laurea nel 1996 dottore magistrale in “Gestione e valorizzazione della documen- tazione scritta e multimediale” presso la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia. Dal 2010, e ancora oggi, di- rettore responsabile (Legal Agent) della rivista scientifica “Culture del testo e del documento. Le discipline del libro nelle biblioteche e negli archivi”.
Barbara Bastianini Viterbese, nasce nel 1976 in una famiglia in cui l’arte e la cultura occupano un posto predominante. Inizia lo studio del pianoforte all’età di 6 anni, strumento in cui conseguirà la laurea magistrale. Al lavoro da insegnante di musica affianca quello di didattica speciale, specializzandosi nelle attività per il sostegno. Da sempre nutre un profondo amore per la scrittura, ereditato dalla madre Maria Santoni, scrittrice per diletto e vincitrice di concorsi letterari. Il confronto con questa prima esperienza letteraria nasce dalla necessità di dare nuova luce ai ricordi della propria famiglia.
I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero è promosso da Piattaforma 2.0 e viene realizzato grazie a Fondazione Carivit, Ance, Unindustria, Merlani costruzioni, Cr Project service, Immobiliare Viterbo, KDS, Fratelli Aquilani, Belli srl impianti tecnologici, SegantiniAssicurazioni.it, Terme dei Papi, Vestri Telecom Group, Active Network, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Centroauto, Tusciaweb, Libreria Fernandez, Majakovskij comunicazione, Panta CZ. I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero regala libri grazie a Terme dei Papi, Menichelli Gioielli, Todis, Paolo Pelliccia, Dm Ecologia, Sigma, CGE.
DIO È UN LIBRO…
Un Libro sospeso per la libertà e la creatività
I Pirati della Bellezza, festival della Parola e del Pensiero, regala una copia di ogni libro in presentazione a 40 partecipanti a ciascun evento. Grazie a Terme dei Papi, Menichelli 1912, Todis, Paolo Pelliccia, Dm Ecologia, Sigma, CGE
Un libro sospeso è come regalare un canestro di bellezza, intelligenza e incanto… Per la prima volta un festival di libri regala libri. I Pirati della Bellezza regala libri. Un libro è un mondo di idee, di fatti e di racconti che educa alla libertà e alla fantasia. Nella storia c’è stato chi ha bruciato libri, chi li ha messi all’indice, chi li ha disprezzati e calpestati. Noi pensiamo che i libri siano portatori, sani o malati, del virus della libertà e della creatività. Sono capaci di farci scoprire mondi, inferni, paradisi mai visti. Sono capaci di farci vivere milioni di vite che non avremmo mai vissuto. Milioni di avventure. Milioni di piaceri e dolori. Un libro è capace di narrare perfino piaceri e dolori inenarrabili. Un libro, in buona sostanza, è capace di descrivere ciò che non è descrivibile. E subito dopo ci permette di dormire sotto le rassicuranti coperte del nostro piccolo letto. Cento pagine di carta stampata sono in grado di parlarci di Dio e dell’infinito. Di massacri e resurrezioni. Senza infingimenti, senza falsi timori di inadeguatezza. E allo stesso tempo ci spiegano che “ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne possa sognare la nostra filosofia”. Per dirla tutta: Dio, se esiste, non può non essere un libro…
Un meraviglioso libro di luce e di tenebre, ovviamente.
Noi intanto, per non saper né leggere né scrivere, regaliamo libri. E lo facciamo nello spirito di una grande capitale della cultura europea: Napoli. Dove nei bar è tradizione lasciare un “caffè sospeso” per un prossimo avventore. Come dire un piccolo dono a uno sconosciuto che crea un legame nel segno della comune umanità e nel segno della gentilezza. Valore ormai desueto e antico.
I Pirati della Bellezza
Istruzioni per l’uso: Le aziende e le persone che vogliono sponsorizzare l’iniziativa “Un libro sospeso per la libertà e la creatività” possono scrivere un messaggio via Whatsapp a I Pirati della Bellezza al 3387796471. Verranno ricontattati.
Il festival I Pirati della Bellezza è reso possibile da aziende, associazioni e fondazioni illuminate che hanno il coraggio di costruire cultura e di volare. Perché la cultura è il futuro dell’umanità. La cultura è l’uomo! La cultura è quello che ci fa umani. E solo la cultura ci può salvare. La cultura è volare. E noi vogliamo volare…
I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero è promosso da Piattaforma 2.0 e viene realizzato grazie a Fondazione Carivit, Ance, Unindustria, Merlani costruzioni, Cr Project service, Immobiliare Viterbo, KDS, Fratelli Aquilani, Belli srl impianti tecnologici, SegantiniAssicurazioni.it, Terme dei Papi, Vestri Telecom Group, Active Network, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Centroauto, Audiotime, Il Gargolo, Tusciaweb, Libreria Fernandez, Majakovskij comunicazione, Panta CZ.
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