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Squadra mobile - Cinque arresti e una denuncia per rapina in concorso e lesioni aggravate

Si innamora di una escort e lei lo fa picchiare e derubare

di Francesca Buzzi
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Il capo della mobile Fabio Zampaglione con uno degli agenti

Il capo della mobile Fabio Zampaglione con uno degli agenti

Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Un agente della squadra mobile

Un agente della squadra mobile

Il capo della mobile Fabio Zampaglione con uno degli agenti

– Sesso, amore, soldi e violenza.

Un vortice vizioso che ha portato all’arresto di cinque persone, tra le quali una donna di 33 anni, fulcro centrale e mente dell’intricata vicenda.

Tre dei cinque sono di Oriolo Romano, mentre gli altri due della provincia di Perugia.

Gli arresti sono scattati all’alba di ieri in due blitz separati, ma contemporanei. Uno della squadra mobile del capoluogo umbro e un altro degli uomini di Fabio Zampaglione della questura di Viterbo.

Un’operazione cominciata mesi fa che Zampaglione ha ripercorso questa mattina in una conferenza stampa.

“Tutto ha inizio il 28 dicembre del 2012 ad Assisi – spiega Zampaglione – quando un uomo chiama la polizia e racconta di essere stato aggredito nel parcheggio di un centro commerciale da due persone, che lo avrebbero picchiato con delle spranghe e poi sarebbero scappate. A poca distanza, racconta agli inquirenti, c’era anche un’auto, con all’interno un uomo che avrebbe assistito al fatto”.

Gli uomini della mobile di Perugia iniziano le indagini partendo dalla targa della macchina “sospetta” che la vittima dell’aggressione aveva fornito nel raccontare i fatti.

“I colleghi umbri – continua Zampaglione – risalgono al proprietario e si fanno raccontare cosa ci faceva lì quel giorno. Dalle sue testimonianze emerge una storia piena di particolari scabrosi al centro della quale c’è una donna di Assisi di 33 anni”.

Anche la vittima dell’aggressione, però, sembra non aver raccontato tutto agli inquirenti il giorno che li aveva chiamati per chiedere aiuto.

Risentito in questura, infatti, l’uomo aggiunge che quella sera era in compagnia di una donna e che gli aggressori oltre a picchiarlo gli avevano rubato ottomila euro che teneva in macchina in contanti.

“Ricevuti tutti questi particolari – continua Zampaglione – i colleghi della mobile di Perugia e del commissariato di Assisi iniziano le indagini e portano pian piano alla luce la vicenda. La donna che quella sera era in macchina con la vittima dell’aggressione, risulta essere una prostituta di lusso di 33 anni, figlia di un noto commerciante del posto”.

I due si conoscevano da tempo e tra loro era nato un rapporto non molto chiaro.

“Si vedevano almeno dal 2011 – aggiunge Zampaglione – e dopo aver avuto per molti mesi rapporti sessuali frequenti lui le confessa di essersi innamorato di lei e di essere disposto a darle delle cospicue somme di denaro pur di farla smettere di prostituirsi”.

Lei tentenna, ma alla fine sembra cedere.

“Vedendolo insistere molto – prosegue il capo della mobile – alla fine lo accetta in un certo senso come fidanzato portandolo anche a casa dai genitori. Ma lei, di nascosto, continua nei suoi perversi rapporti sessuali con altre persone e quando lui la scopre, la raggiunge nel negozio dei genitori e, alla presenza dei commessi, la schiaffeggia e pretende da lei 20mila euro: 15mila subito e 5mila in seguito”.

Questa somma, avrebbe raccontato l’uomo agli inquirenti, era quella che nel corso dei mesi lui aveva dato alla donna pur di farla uscire dal giro di prostituzione.

“A questo punto la vicenda degenera – spiega Zampaglione -. La donna, impaurita dal fatto che lui potesse raccontare tutto ai suoi genitori, facendo emergere gli scabrosi particolari della sua fitta attività sessuale, chiama un suo amico, 53enne, per chiedergli di trovare qualcuno in grado di impaurire l’uomo picchiandolo e minacciandolo”.

Una vera e propria spedizione punitiva, quella che, appunto, è avvenuta il 28 dicembre fuori al centro commerciale di Assisi.

“Il complice 53enne della donna – aggiunge Zampaglione – si mette in contatto con un 49enne di Oriolo Romano che ingaggia suo nipote, 36enne, e un altro uomo di 39 anni, per andare a picchiare l’uomo di Assisi dietro il pagamento di 10mila euro”.

All’aggressione si sarebbe poi aggiunta anche la rapina. “Secondo quanto riferito dalla vittima – conclude Zampaglione – i due di Oriolo Romano oltre a picchiarlo con delle spranghe gli avrebbero anche sottratto ottomila euro in contanti, somma che lui teneva in macchina con sé”.

Le cinque ordinanze di custodia cautelare per le accuse di rapina in concorso e lesioni aggravate, sono state emesse dal gip del Tribunale di Perugia ed eseguite ieri mattina. I tre di Oriolo Romano, trovati per altro in possesso di scimitarre e spranghe, sono stati portati nel carcere di Mammagialla, mentre gli altri due arrestati ad Assisi si trovano nel penitenziario di Perugia.

L’uomo notato dalla vittima in una macchina poco vicino al punto in cui si sarebbe consumata l’aggressione è stato denunciato a piede libero perché, secondo gli inquirenti, sarebbe stato anche lui complice della donna e mandato lì per sorvegliare la spedizione punitiva.

Francesca Buzzi


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13 marzo, 2013

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