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Roma - Il ministro per i Rapporti con il parlamento D'Incà: “La non partecipazione alla vita pubblica è il sintomo di una malattia”

Elezioni, spunta l’ipotesi del voto per posta per arginare l’astensionismo

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Un ufficio postale

Un ufficio postale


Roma – Elezioni, spunta l’ipotesi del voto per posta per arginare l’astensionismo.

Consentire di votare in qualsiasi punto d’Italia, in uffici postali o comunali. Questa la proposta lanciata dal ministro per i Rapporti con il parlamento, Federico D’Incà.

“L’astensionismo è il sintomo di una malattia, la non partecipazione alla vita pubblica: va studiato per cercare soluzioni – ha detto il ministro -. È un trend in continuo calo, e alle ultime amministrative, fra settembre e ottobre, ha votato il 54%, mentre nelle suppletive a gennaio, oltre l’88% non ha votato al collegio di Roma 1, che pure è vicino alle istituzioni”.

Sarebbe quindi introdotto un certificato elettorale digitale e la busta contente il voto verrebbe poi spedita al seggio naturale.

“Con l’election pass si potrebbe votare in seggi diversi, per un periodo di 15 giorni, in qualsiasi ufficio postale o comunale – ha spiegato Franco Bassanini, presidente della commissione astensionismo -. È una semplificazione importante. Sarebbe possibile compattare tutte elezioni in due tornate all’anno. In questo modo non c’è frammentazione, si conoscono le date, una domenica e un lunedì”.


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14 aprile, 2022

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